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15 luglio 2009

Sentenza Sandri, notte di disordini a Roma. Pronto un corteo

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Due ultrà della Lazio arrestati per aver lanciato sassi contro una caserma dei carabinieri. Esplode la rabbia dopo la condanna a sei anni per l'agente che uccise Gabbo. Tifosi da tutta Italia alla manifestazione di domenica organizzata dalla famiglia

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Arrestati a Roma due ultrà della Lazio dopo i disordini avvenuti nella zona di Ponte Milvio con lancio di sassi e petardi contro alcuni agenti della polizia ed una caserma dei carabinieri. Gli ultrà, alcune decine di giovani, avevano così protestato contro la sentenza della Corte d'Assise di Arezzo, dopo l'omicidio di Gabriele Sandri.

A casa dei due ultrà (28 e 23 anni) sono state rinvenute bandiere delle SS e di Mussolini, ma anche caschi, passamontagna e mazze. I due ultrà sono stati arrestati con l'accusa di danneggiamento e resistenza.

Parteciperemo alla manifestazione organizzata dalla famiglia Sandri, ma sono sicuro che se si farà di domenica si fermerà anche il campionato perché le  tifoserie di tutta Italia saranno presenti". Lo afferma uno dei leader storici dei tifosi romanisti 'Peppone'.

"Del resto, dopo una sentenza del genere - aggiunge - è tutto inutile: o fai la rivoluzione o te ne stai a casa. Siccome  non c'è gente per fare la rivoluzione, ce ne stiamo a casa". A  giudizio di 'Peppone' la sentenza al processo Sandri "rappresenta il sistema italiano, dove, purtroppo, gli ultrà sono diventati la valvola di scarico di tutti i problemi  italiani. Del resto con un Governo per metà leghista è ovvio che si odi Roma e tutti i tifosi che ci sono"