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19 agosto 2009

Il ct punge Mourinho: Leonardo e Ferrara stessa personalità

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Continua la polemica tra Marcello Lippi e José Mourinho dopo il pronostico del ct sullo Scudetto alla Juventus

In un'intervista a Famiglia Cristiana, rilasciata prima della polemica con il tecnico dell'Inter, Marcello Lippi aveva evidenziato già le doti di gestione mediatica del portoghese, non sufficienti a garantire la vittoria che va, invece, costruita in campo

Le partite non si vincono negli studi televisivi o davanti ai microfoni, si giocano negli spogliatoi quando si costruisce la squadra. E' quanto afferma il ct della Nazionale Marcello Lippi, in un'intervista a Famiglia Cristiana. "Mourinho ha esperienza di gestione mediatica nettamente superiore a Leonardo e Ferrara, ma non è detto - sottolinea il ct - che gli altri due non siano bravi quanto lui sul campo. In campo vanno i giocatori, mica Mourinho, Ferrara e Leonardo. Ma, se ci andassero loro avrebbero la meglio Ferrara e Leonardo", aggiunge Lippi riferendosi al passato importante da giocatori che i due hanno avuto tra Napoli, Juventus e Milan.

"Mourinho ha caratteristiche importanti che ha manifestato compiutamente: cultura, personalità, carisma. Gli altri hanno meno esperienza, ma altrettanta personalità". A proposito della recente polemica con Mourinho sul pronostico dello scudetto alla Juventus, Lippi interpellato dall'Agi non ha voluto commentare: "Basta, non voglio aggiungere altro. Ognuno faccia il suo gioco". Nell'intervista a Famiglia Cristiana, Lippi sottolinea poi come nel mestiere di allenatore "essere stato un calciatore importante non sia determinante ma aiuta molto ( Lippi ha militato come libero nella Sampdoria per 10 anni, tra il 1970 e il 1980 ndr). "Chi è stato calciatore conosce la psicologia dell'ambiente, sa come si ragiona quando si vince e quando si perde".

Le statistiche dicono che sono in aumento gli stranieri nel campionato, dal 35 per cento al 40 nell'ultimo anno. "E' un fatto negativo. Ben vengano gli stranieri bravi, ma non vedo nessun bisogno d'importare giocatori di medio livello: li possiamo benissimo costruire noi, con i nostri settori giovanili anche delle squadre minori". L'espressione del calcio di una nazione è proprio la nazionale, che Lippi è tornato ad allenare dopo aver vinto la Coppa del Mondo in Germania nel 2006. "Negli altri sport l'Italia sta esprimendo grandi campioni, soprattutto donne, ma le squadre vivono un momento di difficoltà. Nel calcio, invece, mi pare che la Nazionale si sia ben comportata. Per un anno siamo ancora campioni del mondo, abbiamo sbagliato un mese nel giugno 2009, però un mese in tre anni ci può stare. Il calcio, comunque, si misura dalle Nazionali - dice Lippi - tutte, incluse quelle giovanili. Nelle nostre under ci sono ottimi giocatori, nonostante i molti stranieri, forse troppi, che continuano ad arrivare".

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