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23 agosto 2009

Il Milan ha strofinato la lampada del genio AlaDinho

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Aspettando le altre. Il Brasile vero era lì, in campo contro il Siena: Thiago Silva? Un gigante in difesa. Ronaldinho? Tanto in forma non lo si vedeva da due anni. Pato? Incontenibile. GUARDA LA GALLERY

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Il Brasile vero era lì, in campo contro il Siena, la maglia non era quella giallo oro, ma a strisce rosse e nere. Thiago Silva? Un gigante in difesa. Ronaldinho? Tanto in forma non lo si vedeva da due anni. Pato? Incontenibile, due gol e pure un pizzico di cattiveria. In panchina poi c'era lui Leonardo Nascimiento Araujo, la mente di una trasformazione che qualcuno aveva messo in dubbio.

Se continua così, finiranno per candidarlo alla panchina della nazionale brasiliana. E allora, povero Dunga. Consigliabile qualche viaggio supplementare in Italia, per vedere da vicino i suoi scarti. Come si fa a rinunciare a un Pato così, 20 anni di classe e di naturale predisposizione al gol? Ronaldinho lo esalta, faresti un monumento a chi ti regala certi palloni.

Come si fa a raccontare che Thiago Silva non dà garanzie perché sono solo otto mesi che si allena nel più attrezzato centro d'Europa? Di questi affari il quarto brasiliano, Leonardo, può tranquillamente disinteressarsi: a lui basta il Milan, questo Milan. Era rimasto solo, con il suo presidente e l'immancabile Galliani, a credere che l'operazione samba sarebbe stata possibile: riportare il sorriso sul volto triste di ronaldinho. la chiave era quella. L'ha trovata, tutto il resto è gioia. Aspettando il derby.