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06 settembre 2009

Italia, Il ct: "Per lo spettacolo aspettate il Mondiale"

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Fabio Cannavaro in azione contro la Georgia (foto AP)

Archiviato il successo a Tblisi contro la Georgia, la Nazionale è tornata in Italia dove ha disputato il primo allenamento a Torino in vista della sfida di mercoledì. Il capitano Cannavaro: "Per tornare quelli del 2006 dobbiamo ritrovare la personalità"

Tre punti in tasca grazie a Kaladze (due autogol nel match di Tblisi), alle porte due partite decisive per la qualificazione ai Mondiali 2010 (che Cannavaro etichetta con un titolo oramai consueto "sono due finali"), ma soprattutto una strada ancora lunga per ritrovare l'Italia vera. "La strada non solo  è lunga, ma è anche difficile - ricorda il capitano azzurro a tutti, in primo luogo ai compagni, sulla via di ritorno da Tbilisi - Per tornare quelli del 2006, dovremo soprattutto ritrovare la personalità che in Georgia ci è mancata". Il messaggio arriva da Fabio Cannavaro e dall'altro veterano del gruppo, quel Buffon unico vero fantasista dell'Italia, come lo ha infelicemente ribattezzato Lippi. La battuta del commissario  tecnico, nel dopo partita di Tbilisi, era rivolta a dribblare la domanda di un cronista locale che si chiedeva chi fosse mai il "genio" di questa Italia che in passata metteva in mostra sui campi d'Europa i Baggio, i Del Piero, i Totti. "Il nostro  fantasista? Buffon", ha detto Lippi, togliendo il velo al vero problema azzurro.

"Questa è la nostra storia - ha ricordato Lippi, al  termine dell'allenamento a Vinovo - nelle qualificazioni non abbiamo mai entusiasmato. Ci sono state partite più buone e  partite meno buone. Ma noi, come altre Nazionali, siamo sempre  stati una squadra da torneo. Ora pensiamo ad andare al Mondiale,  poi in quei 30-40 giorni sarà tutto diverso". Lippi ha ammesso che l'Italia ieri in Georgia ha fatto fatica nonostante un avversario sulla carta assai morbido. "Ma in campo internazionale è così. Guardate la Francia, era precipitata al quarto posto del suo girone".

Di Cassano, in ogni caso il ct non vuol sentir  parlare, e lo ha dimostrato ancora una volta ieri lasciando di  botto l'intervista pre-gara, indispettito per la  domanda sul barese. E pazienza se il quattro-quattro-due abbia confermato di  essere una coperta troppo corta, buona a coprire i piedi (la difesa) ma non a scaldare la testa (i gol). "Rabbia per il primo tempo senza iniziativa? Di sicuro, nello spogliatoio Lippi non era entusiasta - ha raccontato il portiere-fantasista Buffon  -. Ma guardate che il gol non è un problema, e di sicuro non mi allenerò io a fare il trequartista. Di sicuro, questa nazionale deve ritrovare le sue certezze, un po' più di sicurezza. E il gioco arriverà quando si sarà completata la fusione tra noi vecchi e i giovani arrivati dopo la Confederations".

Lavori in corso, dunque, come spiega Cannavaro sollecitando però l'Italia a spiccare il volo. "La partita di Tbilisi - sottolinea il capitano - dice una cosa: abbiamo giocato una partita perfetta in difesa, e la difesa è sempre stata la nostra forza". Il gol, però, è un'altra cosa. "Anche io come  Lippi dico che gli autogol sono sì fortuna, ma provocata da noi. Avete visto, all'occorrenza Lippi sa cambiare modulo, come  contro la Georgia quando l'ingresso di D'Agostino ha ridisegnato una squadra più offensiva. I giocatori lì davanti non ci  mancano: penso a Quagliarella, a Iaquinta, a Gilardino che è in panchina. E a Rossi". All'antivigilia della sfida di Tbilisi, Cannavaro aveva investito l'italo-americano del ruolo di giocatore-chiave. "Non credo le responsabilità gli pesino troppo: al di là della serata di Tbilisi, resto convinto che sarà lui a farci fare il salto di qualità. Ha età, esperienza e mezzi tecnici sufficienti per riuscirvi". Ma la strada, come dice Cannavaro, è ancora lunga.

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