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08 ottobre 2009

Mourinho intervistato dai bambini: "Sì... dico le parolacce"

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L'allenatore dell'Inter José Mourinho

L'allenatore dell'Inter ha partecipato alla trasmissione di Bonolis "Chi ha incastrato Peter Pan?", rispondendo divertito alle domande dei bambini: "Se fosse possibile, cambierei tutte le mie conferenze stampa con questa". GUARDA GLI HIGHLIGHTS GRATIS

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Una domanda del genere, forse, l'avrebbe presa come una provocazione se posta da un giornalista o da uno dei colleghi con cui si è scambiato tante frecciate.  Davanti al manipolo di bambini protagonisti di "Chi ha incastrato Peter Pan?", invece, José Mourinho sfoggia un sorriso quasi intenerito, e risponde con parole semplici ma senza rinunciare alla solita dose di sarcasmo. "Guadagni molti soldi, ma ti pagano anche se non vinci?", gli domanda con disincanto uno dei piccoli fra i quattro e i nove anni seduti nella sala delle conferenze stampa di Appiano Gentile. "Di solito - è stata la risposta del portoghese - gli allenatori guadagnano di più quando sono esonerati che quando lavorano, ma io preferisco lavorare che guadagnare di più".

Il tecnico interista (ospite a titolo gratuito dello show registrato giovedì scorso, ha precisato Bonolis) studia a fondo i propri avversari, che li incroci in campo, o davanti alle telecamere. Questa volta invece sono i giovanissimi protagonisti del programma condotto da Paolo Bonolis - evidentemente seguiti dagli autori - ad aver studiato lui. Così, Emanuele, gli chiede se ride almeno quando dorme. "Magari rido quando dormo e non ho bisogno di farlo dopo", gli spiega il tecnico di Setubal, che il giorno dopo, seduto sulla  stessa poltrona ma davanti ai giornalisti, avrebbe spiegato di avere pochi motivi per mostrarsi allegro con la stampa.

Come calciatore Mourinho ammette di "non essere stato un fenomeno, ma come allenatore non ho fatto male". E c'è chi, come Jordan, gli chiede un consiglio, visto che gioca in porta, nello stesso ruolo che era di Felix Mourinho, il papà del  tecnico. "Il portiere è un uomo solo in campo - attacca il  portoghese - Ha una maglia diversa, occupa una posizione diversa e deve essere molto bravo, non solo tecnicamente ma anche  psicologicamente forte e determinato". Massimo, invece, vorrebbe che lo Special One un giorno andasse a vederlo giocare. "Mi piacerebbe molto, ma credo che sarà molto difficile", si rammarica Mourinho, pensando che "anche mio figlio gioca a calcio ma per i miei impegni non sono mai riuscito ad andare a vederlo".

Le parolacce, poi incuriosiscono i bimbi. "Sì, le dico con i miei giocatori e con i miei assistenti quando mi arrabbio", ammette l'allenatore prima di spiegare ad Alessia che "non mi vedo ad allenare una squadra femminile, perché è già difficile allenare i maschi e con le donne lo sarebbe ancor di più". Sono solo sorrisi entusiasti tra i piccoli seduti sulle stesse sedie che alla vigilia di ogni partita ospitano i giornalisti, ad Appiano Gentile. E, non a caso, l'ultimo pensiero di Mourinho è che "se fosse possibile, cambierei tutte le mie conferenze stampa con questa".