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28 ottobre 2009

Mourinho: "Zenga mio erede, ma in campo sarà un nemico"

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José Mourinho pronto a sfidare l'amico-nemico Walter Zenga nel posticipo di giovedì contro il Palermo

Il tecnico dell'Inter incorona l'allenatore del Palermo come possibile suo successore sulla panchina nerazzurra: "E' bravo e per arrivare in serie A ha fatto la gavetta". Thiago Motta e Milito convocati, assente Sneijder. GUARDA TUTTI GLI HIGHLIGHTS

"Zenga è un amico. Ma domani sarà un nemico per 90 minuti". José Mourinho si prepara a dare il benvenuto a Walter Zenga, che domani sbarcherà a Milano con il suo Palermo per sfidare l'Inter. "Walter è bravo, studia molto bene gli avversari. Non sappiamo come giocherà il Palermo, quindi siamo preparati a tutto. Zenga mio erede all'Inter? Non sono io che decido, ma mi piacerebbe tanto", dice Mourinho rispondendo alle domande sull'ex portiere nerazzurro.

"Zenga è un grande amico di un mio grande amico, quindi è mio amico: è la mia filosofia di vita. La sua storia di allenatore è  'anti' rispetto a quella solita dei grandi giocatori. Lui per arrivare ad una squadra importante della Serie A italiana ha fatto il giro del  mondo: Stati Uniti, Arabia, Romania, Jugoslavia. Per questo lo rispetto molto", aggiunge lo Special One. "Domani - dice ancora - Zenga giocherà nella sua casa: quando io giocavo nella mia città e nel mio club del cuore, a 200 metri da casa mia e a 50 da quella dei miei genitori, volevo vincere a tutti i costi. Per Walter non sarà diverso".

All'appuntamento con l"amico-nemico', l'Inter arriva dopo una serie di allenamenti che hanno soddisfatto il tecnico: "Ci siamo allenati molto bene, anche Balotelli", dice Mourinho, soffermandosi sul giovane attaccante che la scorsa settimana aveva  lavorato in maniera "pessima".

"L'unico giocatore infortunato è Sneijder. Gli altri stanno bene, si sono allenati: su 27 giocatori, 26 stanno bene. Sneijder però non giocherà, non giocherà domenica e probabilmente nemmeno a Kiev. I medici pensano che ci sia una possibilità di recuperarlo per la gara con la Roma", dice il tecnico.

Tra una settimana l'Inter sarà impegnata a Kiev in un match  fondamentale per il cammino in Champions League. Domani, però, Mourinho non ha intenzione di snaturare la squadra per preservare energie in vista dell'impegno europeo. "Un giocatore di altissimo livello deve essere pronto, fisicamente e mentalmente, per giocare 3 partite a settimana. Il mio turnover non snatura mai la struttura di base della squadra. Lo scorso anno si parlava di turn over: 10 giocatori sono andati via da qui e solo Burdisso, a parte Zlatan Ibrahimovic, è titolare nella sua squadra attuale", dice.

"Magari a Livorno cambierò 3-4 giocatori", aggiunge riferendosi alla prossima gara di campionato. "Oggi non riesco a dire che la competizione più importante è la Champions League. La partita più importante è sempre quella che si deve giocare", prosegue.

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