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02 novembre 2009

Cassano, dal web solo carezze. E Marotta: va capito

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Anche l'ad della Samp lo assolve. Ma la discussione è calda nella piazza virtuale dopo lo sfogo del talento pugliese nel post-partita di Sampdoria-Bari. C'è chi, per difendere Fantantonio, minaccia di non andare più allo stadio. IL VIDEO E GLI HIGHLIGHTS

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di AUGUSTO DE BARTOLO

L'incursione è tipica delle sue migliori giocate, niente fronzoli, dritto al dunque: un'uscita da lasciare spiazzati, come un tiro ad effetto che l'effetto, invece, lo ha fatto su tutti. Un flash back che riporta ai tempi delle cassanate. No, questa volta non è così: la maturità di Antonio Cassano è diversa, la risolutezza identica, ma lo sfogo, legittimo o esagerato, fa parte di un carattere da leader che ha aiutato la Samp a diventare, almeno in questo scorcio di campionato, grande.

Il giudizio è quasi unanime, la sentenza di assoluzione rimbomba dalla piazza virtuale. Il presunto ricatto di cui si parla in Sampdoria forum free, ad ogni nuovo click è presto trasformato in invettiva contro chi, come dice Alexjo da Armatablucerchiata "ha mugugnato nei confronti di Antonio". dimenticando che "siamo secondi e abbiamo in squadra un campione".

La critica nasce da un pregiudizio, scovato, svelato e rispedito al mittente di chi aveva pensato, ancor prima di essere a Marassi, che Cassano non avrebbe affondato contro la squadra della sua città. "Ora siccome Cassano è di Bari, contro il Bari gioca male, roba da matti, ma come si fa a scrivere queste c...?", chiede su Gradinata Sud, Livornoblucerchiata. La delusione, per il comportamento di quella minoranza, è tale da insinuare in Ai il pensiero di non andare più allo stadio: "Io non ho più voglia di sentire per 90 minuti 'che schifo', 'siamo grammi', 'cassano deficiente' e altre belle cose". La tempeeatura nell'ambiente è alta e c'è chi s'intrufola per sdrammatizzare: "Non fate incavolare Antonio mica che magari se ne va all'Inter, certo se venisse da noi...", dice sellas, palesemente juventino. Insomma, il vento, blucerchiato e non, spira tutto dalla parte di Cassano. La paura di perdere il reuccio di Bari vecchia è forte, il veleno scomparirà alla prossima giocata alla nutella: un applauso, un inchino e un amore ritrovato.

La difesa di Marotta - "Credo che questa sua esternazione vada accettata, perché arriva da un mondo spesso accusato di non voler dialogare con i media. E' uno sfogo, quello di Cassano, che arriva al termine di una partita non bella e rivolto a una minoranza di pubblico. La sua esternazione credo fosse anche a tutela del gruppo". Lo ha detto oggi Beppe Marotta, amministratore delegato della Sampdoria, commentando a Radio Anch'io Lo sport, le dichiarazioni rilasciare ieri da Antonio Cassano, al termine di Sampdoria-Bari. Il fantasista se l'è presa con una parte dei tifosi blucerchiati che lo avevano fischiato, arrivando a dire: "Se qualcuno vuole posso anche andarmene, l'ho già fatto a Roma e Madrid...".

"Considero Cassano un fuoriclasse, che ci ha regalato emozioni e partite straordinarie - ha aggiunto Marotta -. Come tutti i fuoriclasse, però, quando esprime normalità una parte del pubblico può non accettarlo. Queste sue dichiarazioni non sono da considerare come delle 'cassanate' del passato. Se lui un giorno dovesse voler andar via, noi potremmo solo essergli grati per quello che ha fatto nella Samp. Solo per questo merita rispetto. Ieri Antonio è apparso amareggiato, ha parlato riferendosi agli insulti che gli arrivavano da una parte molto minima dello stadio di Marassi, ma può darsi che abbia anche risentito di alcuni fatti accaduti negli ultimi giorni, compresa magari l'esclusione dalla Nazionale azzurra. Lui ci tiene molto ad indossare la maglia dell'Italia, dunque in questo momento convive con un malessere. Del resto, bisogna anche rispettare le scelte del selezionatore", ha concluso il dirigente del club ligure.