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20 novembre 2009

Mourinho: "Sono io lo psicologo migliore per SuperMario"

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Mario Balotelli è sempre al centro dei pensieri di José Mourinho

Il portoghese alla vigilia di Bologna-Inter torna sul capitolo Balotelli e pensa alla Champions: "Mario lavorerà e giocherà, è un calciatore come gli altri, non ci sarà turn-over. Quella con il Barça non è la partita della vita". GLI HIGHLIGHTS DELL'INTER

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Quella di martedì a Barcellona "non è la partita della vita". Per questo motivo, a differenza di quanto fatto in vista della trasferta di Champions League a Kiev, questa volta in campionato José Mourinho rinuncia al turn-over ed annuncia che a Bologna schiererà la migliore formazione possibile. "A Bologna non ci sarà turn-over", spiega il portoghese che deve fare a meno degli infortunati Sneijder e Santon e non ha ancora a disposizione Suazo, in viaggio di ritorno dopo gli impegni con la sua Nazionale, ma assicura che "gli altri stanno tutti bene". Mourinho teme il Bologna, "perché ha vinto le ultime due partite in casa ed ha un nuovo allenatore che subito ha migliorato la squadra sotto il profilo delle motivazioni".

Mourinho non si esprime sul tema della terza stella che il presidente Jean Claude Blanc vorrebbe per la sua Juventus, calcolando gli scudetti cancellati da Calciopoli. "Il mio unico argomento - taglia corto il tecnico interista - è lo scudetto 2009/2010 che vogliamo vincere noi, come lo vogliono vincere Juventus e Milan". Per risolvere i problemi tra Mario Balotelli e José Mourinho non c'é bisogno di alcuno psicologo. N’é convinto il tecnico portoghese che non ha dubbi: "Il problema è che io sono il migliore psicologo sportivo. Quelli veri hanno la conoscenza teorica, mentre io come tutti gli allenatori ho quella pratica".

Come gestirà in futuro Balotelli? "Mario lavorerà e giocherà, è un calciatore come gli altri", risponde Mourinho che ribadisce di essere preoccupato da possibili imprudenze al volante del giovane attaccante nerazzurro. Quest'ultimo, arrivando ad Appiano, ha scherzato: "Vado a 240 all'ora? Anche di più".

"Io mi preoccupo - spiega Mourinho - perché quando iniziai ad allenare il calcio portoghese perse un talento di vent'anni al quale piaceva correre in auto e che finì paralizzato dopo un incidente". Comunque, il portoghese resta convinto che, sia Balotelli sia Santon rappresentino il futuro dell'Inter. "Ovviamente, sì. Al momento non hanno la qualità di imporsi, ma - continua - con l'appoggio, che a volte significa dirgli in modo obiettivo cosa va bene e cosa no, ce la faranno. Ma dal punto di vista calcistico hanno grandi qualità". Mourinho ha di nuovo criticato la gestione mediatica da parte dei fratelli di Balotelli in occasione della visita pochi giorni fa all'ospedale don Gnocchi, ma ha chiarito che "non è un problema che Mario sia nato milanista. Mi dicono che Inzaghi sia nato interista, ma poi ha segnato 300 gol in rossonero e ora è un milanista enorme".

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