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30 novembre 2009

Rivoluzione Leonardo, i segreti di un esordiente di successo

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Leonardo abbraccia Pato, uno degli Insostituibili del suo Milan superoffensivo

Il tecnico del Milan si coccola un momento d'oro. A 40 anni inizia la sua stagione più difficile, lascia in panchina i campioni del mondo, gioca con un modulo superoffensivo. Resuscita persino Huntelaar. E ora sogna... GUARDA I GOL DEL MILAN SU SKY.it

LA PRODEZZA DI HUNTELAAR IN CATANIA-MILAN

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I GOL DEL MILAN IN CHAMPIONS LEAGUE

A 40 anni Leonardo ha iniziato la sua terza carriera, la più rischiosa e più difficile e, per ora, è anche questa un successo. Perché un conto è sfruttare il talento che la natura ti ha dato come giocatore o lavorare dietro le quinte come dirigente, un altro è rischiare facendo per la prima volta un mestiere complicato come l'allenatore su una panchina come quella del Milan.

E' un ottimista Leonardo Nascimento de Araujo, e soprattutto è un uomo intelligente. Da calciatore ha vinto quasi tutto, visto che gli manca solo la Champions League, ma ha anche superato crisi personali e infortuni gravi. Da dirigente, ha contribuito a portare al Milan campioni come Kakà e Pato, ma ha anche vissuto le ultime difficili due stagioni rossonere. Dell'allenatore, invece, nulla, tabula rasa, nessuna esperienza neanche sui banchi del centro di Coverciano frequentati solo dopo esser stato nominato a fine maggio tecnico del Milan.

E invece Silvio Berlusconi e Adriano Galliani possono al momento godersi la loro scommessa vinta, dopo un inizio che è eufemistico definire scoraggiante. Leonardo eredita una squadra reduce da due stagioni difficili con un maestro come Ancelotti senza il giocatore più importante, cioè Kakà, e rinforzata solo da un paio di scommesse come Thiago Silva e Klaas Jan Huntelaar: è stato l'olandese a ricordare a Galliani i colpi di Van Basten.

In più, Leonardo ha un giocatore come Ronaldinho con il talento in naftalina e una colonna della difesa come Alessandro Nesta che non sa neanche se potrà tornare a giocare. All'intervallo di Milan-Roma, posticipo dell'ottava giornata di campionato (GUARDA I GOL), il gol di Menez fa sprofondare i rossoneri al 13° posto, a un passo dalla zona retrocessione. E' il 18 ottobre, ci sono già stati un derby umiliante perso 0-4, la clamorosa sconfitta interna con lo Zurigo (GUARDA IL GOL), molti fischi e 16 mila abbonati in meno. Leonardo prova una mossa dettata soprattutto dalla disperazione, toglie un centrocampista (Abate) e mette un attaccante (Inzaghi) e il 4-4-2 diventa 4-3-3.

Ronaldinho e Pato ribaltano il risultato e il nuovo modulo ribalta la stagione. In campionato il Milan infila altre cinque vittorie nelle successive sei giornate, fino al 2-0 di ieri sera a Catania (GUARDA I GOL) con conseguente sorpasso alla Juventus per il secondo posto. In Champions, espugna il Bernabeu per la prima volta nella storia rossonera anche se si complica un po' la vita con i successivi pareggi interni ancora con il Real e con il Marsiglia. Ma le chances di qualificazione agli ottavi sono ancora molto alte.

Stupisce con un modulo superoffensivo, ma stupisce anche nella gestione della squadra. Le sue scelte sono pressoché definitive: in campo vanno sempre gli stessi 11, squalifiche e infortuni permettendo e, nel bene e nel male, è anche questo un segno di grande personalità. Perché in rosa ci sono anche campioni del mondo come Rino Gattuso o icone rossonere come Pippo Inzaghi che non hanno molta voglia di stare sempre in panchina. Ma finora ha ragione lui. E, come dice lo stesso Galliani, "finché dura...".

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