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06 dicembre 2009

Berlusconi su Ronaldinho: "Come al solito avevo ragione io"

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Foto di gruppo rossonero: il Milan umilia la Samp, sabato sera a San Siro finisce 3-0 per il Diavolo

Subito dopo la partita dominata (3-0) contro la Sampdoria nell'anticipo, il premier ha voluto celebrare le sue intuizioni calcistiche. Storia delle previsioni (molte) azzeccate e dei bidoni (pochi) presi. GUARDA GLI HIGHLIGHTS E LA GALLERY SU SKY.it

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di Francesco Cosatti

Come al solito avevo ragione io. L'ha detto Silvio Berlusconi subito dopo la partita contro la Sampdoria. Celebra i suoi ragazzi, il presidente, e celebra così le sui intuizioni. l'ultima, la scelta di Ronaldinho. Berlusconi gli ha fatto promettere l'impegno direttamente su un tavolo a Milanello. E così è nato il modulo 4-2-e fantasia.

Le premesse erano state avvilenti, e forte il sospetto che il passaggio di Ronaldinho al Milan potesse essere velocissimo. invece, vedendo passaggi come l'assist per Seedorf in occasione del secondo gol alla Sampdoria - l'impressione è che Ronaldinho a Milanello metterà radici. Non esiste luogo che coccoli i suoi campioni migliore di questo, anche per questo è in arrivo Beckham, reduce dal parco dei divertimenti del soccer.

Berlusconi non ebbe dubbi quando si prospettò l'affare, ma per ora non ne rivendica la paternità. Come avviene, invece, per Leonardo. Una telefonata molto simile a una precettazione e il successore di Re carletto fu nominato.

Oggi, a 4 punti dall'Inter, la scelta premia la scommessa. Aveva già avuto ragione con Sacchi, Capello e Ancelotti. Gli allenatori che l'hanno fatto diventare il presidente della squadra più titolata al mondo. Intuizioni e successi. Che nascono però anche da errori. Il primo fu Claudio Borghi. Silvio Berlusconi lo comprò nel 1987 parcheggiandolo al Como. Lì, Borghi giocò pochissimo, solo 7 presenze, senza gol.

L'anno successivo, con l'apertura al terzo straniero, Berlusconi lo voleva portare al Milan, Sacchi non lo avrebbe mai preso. Incredibilmente vinse l'allenatore e arrivò il terzo olandese, Frank Rijkaard. Scontata la rima tra Berlusconi e campioni, più ardita quella con bidoni. Chiamiamole allora delusioni: l'elenco passa per Lentini, pagato una fortuna, Redondo, ricordato solo per gli infortuni, e per Rivaldo, pallone d'oro 1999. Sbagliate anche le scelte per Tabarez e il turco Terim, ma forse lì fu consigliato male. Insomma, nessuno è infallibile. E su questo, nel Milan di Ronaldinho, han tutti ragione.