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19 dicembre 2009

Ferrara: questa non sarà la mia ultima conferenza stampa

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L'allenatore bianconero, Ciro Ferrara

Il tecnico juventino respinge le voci di un addio alla panchina bianconera: "Non è tutto un disastro come qualcuno vorrebbe far apparire. Hiddink? Non sono preoccupato. Rispettiamo il Catania, ma vogliamo i tre punti". GUARDA I GOL DELLA JUVE SU SKY.it

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«L’operazione di Buffon era in preventivo, Camoranesi ha avuto questo problema dovuto a una forte contusione, Zebina ha un piccolo fastidio, Poulsen è squalificato…In ogni caso siamo pronti e ci auguriamo che la sosta ci possa restituire qualche giocatore, anche se per qualcuno servirà più tempo. Chiellini mi auguro di riaverlo alla ripresa. Iaquinta? Non so se tornerà subito dopo la sosta». Nell’ultima conferenza stampa dell’anno, Ciro Ferrara esordisce facendo il punto sui giocatori che, per diversi motivi, in questo periodo non sono a disposizione. Tra questi, naturalmente, Gigi Buffon,  operato pochi giorni fa al menisco: «Aggiungere parole su Gigi e su suo valore, in campo e fuori penso sia superfluo. La situazione la conoscevamo, ma ho assoluta fiducia in Alex Manninger che ha gestito molto bene questo tipo di situazione anche lo scorso anno.

Già tempo fa avevo parlato con lui, è un professionista serissimo e sa di avere davanti il più forte portiere al mondo e quindi ci sono delle gerarchie. Detto questo gli ho fatto i complimenti per la professionalità che ha sempre messo negli allenamenti e sono convinto che saprà fare bene anche quest’anno». Molte assenze sono concentrate a centrocampo e in questo senso, la duttilità di De Ceglie, all’occorrenza terzino o ala, potrebbe rivelarsi utile: «De Ceglie ha la capacità di svolgere entrambi i ruoli, ma certo che a centrocampo abbiamo solo quattro giocatori e dunque potrebbe essere più utile in quella zona, anche se ho convocato anche Marrone. Brazzo? la situazione è buona, non ha più fastidio». Molti altri i temi toccati dal tecnico, dal momento della squadra, al prossimo impegno contro il Catania.

«Mi ha fatto molto piacere la presenza della proprietà, il ritorno a Vinovo di Andrea Agnelli insieme a John Elkann, la visita del Presidente e il discorso che ha fatto alla squadra. Questa unità di intenti è importante, e non solo nello sport. In un momento difficile bisogna cercare di fare quadrato e la proprietà e la società hanno dato prova di grande compattezza. Il ritorno di Bettega? Sono discorsi che non mi competono. Bettega è stato un mio dirigente per tanti anni, ma non posso mettere bocca in un discorso che riguarda esclusivamente la società».

«Vuol dire che non è tutto un disastro per quanto riguarda il campionato. Chiaramente l’eliminazione dalla Champions fa male, ma non possiamo dire che in campionato non stiamo facendo il nostro dovere. Abbiamo commesso errori, ma non siamo gli unici. Siamo ancora in gioco e siamo costretti a sbagliare meno rispetto alle squadre che ci precedono. Problemi ne abbiamo avuti e qualche errore lo abbiamo commesso, ma non voglio trovare alibi. Meritiamo i punti che abbiamo in classifica e abbiamo meritato di uscire dalla Champions. Potevamo fare di più in Europa e manca soprattutto quella. La squadra ha capito il momento. A volte le parole e gli interventi sono più duri e altre volte bisogna dare fiducia al proprio gruppo. Io sono convinto di avere una rosa forte che va stimolata ogni giorno, a volte anche con qualche rimprovero».

«L’Ajax rievoca un passato bellissimo per la Juventus, ma nulla di più La storia ora è diversa e gli stimoli devono essere indipendenti dal blasone della squadra che si affronta. In campionato abbiamo perso punti proprio contro squadre meno blasonate e questo deve farci riflettere. C’è tempo per l’Europa League e non mi pare ora il momento di parlare dell’Ajax. In prospettiva è un appuntamento importante, da affrontare nel giusto modo. Non snobberemo nulla».