Ilary difende il suo Totti: "La rivalità sportiva fa bene"

Calcio
Ilary Blasi sulla copertina di "Vanity Fair"
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La show girl spiega a "Vanity Fair" che "il senso goliardico delle parole di Francesco viene frainteso, e si sconfina nella politica da barzelletta". E sulla violenza alle donne: "C'è un crollo dei valori". GUARDA LE FOTO

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"Francesco punzecchia per alimentare la rivalità sportiva. Ma il senso goliardico delle sue parole viene frainteso, e si sconfina nella politica da barzelletta". Ilary Blasi, a cui 'Vanity Fair' dedica la copertina del numero in edicola domani, difende così il marito Francesco Totti che, definendo i padani 'invidiosi' della bellezza di Roma, era entrato in polemica con la Lega. “Piuttosto bisogna capire che perdere uno scudetto all'ultima giornata è una cosa che fa male. Se uno non rosica un po', che sportivo è? Questa volta -prosegue la show girl- ci avevo creduto anch'io, avrei voluto vivere questa favola con lui. Per Francesco non c'è nessuna maglia come quella della Roma campione d'Italia. Quindi, sono rospi difficili da mandar giù”.

La Blasi, parlando poi dell'educazione del primogenito Cristian, 4 anni, ricorda i troppi delitti in famiglia di questa terribile estate. "Quando leggo di certi uomini -dichiara- mi domando sempre da che mani di donna sono passati. Ex fidanzati che tornano per uccidere, ex mariti che danno fuoco alla madre dei loro bambini, pestaggi, abusi. Di fronte a queste storie -afferma- la frase più scontata è quella del crollo dei valori, ma si resta in superficie. Ho l'impressione che ci stiamo subdolamente abituando a un alto tasso di violenza contro le donne. Se le mamme lavorassero meglio sui figli maschi, invece di metterli sempre su un piedistallo -precisa- qualche tragedia si potrebbe evitare".

E alla domanda su quale sia la cosa più difficile da insegnare a un uomo Ilary Blasi risponde: "I confini dell'amore. Troppo spesso i ragazzi credono che il fatto di provare un forte  sentimento li autorizzi a qualunque gesto. La scusa è sempre quella: ‘Ero innamorato’. Così il rifiuto della ragazza -puntualizza- diventa un peccato capitale. Poi c'è l'idea che, se uno ama, l'altro deve perdonargli tutto. Vorrei che le ragazze avessero più orgoglio, più stima di se stesse, e si prendessero più tempo per scegliere con chi andare per mano. Non vale mai la pena - conclude - tollerare un fidanzato-padrone, uno che magari ti dice come devi vestirti o chi devi frequentare".

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