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01 settembre 2010

Fiorentina, il ds Corvino: ''Sarà un anno pericoloso''

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Il direttore sportivo della Fiorentina commenta l’ultima sessione di mercato in casa viola da lui condotta. Tra accordi raggiunti e giocatori sfumati, uno sguardo d’insieme sulle dirette concorrenti e sull’impegno della dirigenza

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''Alla luce dei risultati sportivi che abbiamo ottenuto in queste stagioni, possiamo ritenerci soddisfatti del lavoro svolto". Pantaleo Corvino, direttore sportivo della Fiorentina, commenta così la sessione di mercato appena conclusa. ''L’obiettivo principale dichiarato dalla proprietà era quello di migliorare il patrimonio tecnico senza stravolgere la base e mantenendo un organico di qualità''. ''Dopo il primo mercato in viola, questo è stato il più duro. Mutu? Passato novembre credo non avrà più problemi col Chelsea''. Con l’innesto del portiere Artur Boruc e dei centrocampisti Gaetano D’Agostino e Alessio Cerci la Fiorentina conta ora 26 elementi in rosa, ma, nonostante questo, Corvino sente che questo sarà un anno fondamentale per le ambizioni della squadra gigliata: “Dopo cinque anni questa società può anche essere criticata, ma troviamo degli equilibri, perché sarà un anno pericoloso. Non perché la Fiorentina si è indebolita, ma perché le altre squadre si sono rafforzate. Aiutiamoci, stringiamoci, perché sarà un anno importante, un anno particolare".

Capitolo Frey, Corvino giustifica l’ingaggio di Boruc con la necessità di trovare un numero dodici di sicuro affidamento, considerata l’eventuale partenza di Avramov e la clausola rescissoria che permette all’estremo difensore francese di liberarsi in qualsiasi momento.

Il dirigente parla delle operazioni annunciate ma mai realizzate: “Insuà? Era un affare comprarlo dal Liverpool, ma non era un affare concedere un milione e due di ingaggio. Munoz? Avevo un' opzione, poi il calciatore si è infortunato, così abbiamo preferito investire in altro modo. Lucarelli? Abbiamo logiche tecniche ed economiche che dobbiamo rispettare”.

L’evoluzione del mercato ha modificato le convizioni tattiche dell’allenatore: “La Fiorentina di Mihajlovic sarebbe dovuta nascere sul 4-3-3, ma visto il desiderio di molti nostri giocatori di restare a Firenze il tecnico ha cambiato le sue idee per venire incontro alla squadra”. Infine, Corvino non esita a difendere i Della Valle, criticati a volte per qualche operazione mancata: “L'impegno dei Della Valle? Chi ha dei dubbi è solo pessimista. Lo sforzo della proprietà è evidente".

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