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27 settembre 2010

Eroi e anti-eroi, quando il raccattapalle decide il match

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Nei minuti finali di Palermo-Lecce un raccattapalle lancia in campo un nuovo pallone nel tentativo di velocizzare il gioco

In Palermo-Lecce un ragazzino addetto al recupero dei palloni nel tentativo di favorire i rosanero, squadra per cui tifa, ha lanciato un pallone in campo finendo per penalizzare il Palermo. Ma nella storia alcuni raccattapalle sono stati decisivi

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di Vanni Spinella

Dura la vita del raccattapalle. Certo, nella maggior parte dei casi si tratta di ragazzini che coronano il sogno di vedere giocare i loro idoli a due passi. Ma a che prezzo? Novanta minuti di concentrazione, tesi come corde di violino, pronti a rimpiazzare il pallone che esce con una nuova sfera in pochi attimi. Per non parlare di quando bisogna anche accorciare i tempi.

Ne sa qualcosa il povero raccattapalle di Palermo, che passerà sicuramente la prossima settimana circondato dai compagni di scuola, a raccontare quello che ha combinato. Minuto 94 di Palermo-Lecce: i padroni di casa hanno da poco acciuffato il pareggio e tentano il colpaccio spingendosi in avanti alla ricerca del gol-vittoria, a tempo ormai scaduto.
Così, quando Bacinovic tenta la conclusione da fuori area e svirgola malamente, il nostro piccolo eroe decide di non perdere tempo e lancia in campo un nuovo pallone, nei pressi del portiere del Lecce, Rosati. Non ha fatto i conti, però, con la fisica: l'effetto-Magnus, o chi per esso, con cui ruota la palla calciata da Bacinovic fa sì che questa resti in campo. Un giocatore del Palermo vi si avventa, ma a quel punto i palloni in campo sono due, e l’arbitro ferma l’azione.
Il giovane raccattapalle si mette le mani nei capelli: nel suo campo, un errore del genere corrisponde a una papera per il portiere o a un gol mangiato a porta vuota.

Una "professione" in cui non mancano miti, leggende e storie vere che hanno trasformato in eroi di giornata tanti anonimi tifosi a bordocampo.
Nel gennaio del 2008 visse qualche giorno di celebrità Gianluca, il raccattapalle della Roma che con la sua rapidità favorì un gol della sua squadra contro il Palermo. E' da poco iniziata la ripresa quando i giallorossi conquistano un angolo. La difesa del Palermo, con la testa ancora negli spogliatoi, non si accorge che Gianluca ha già posizionato un pallone nella lunetta del corner. Così Taddei non deve far altro che avvicinarsi alla bandierina e calciare velocemente a centroarea, dove Mancini insacca di testa.

Due anni prima, in un sentitissimo Roma-Milan, un altro raccattapalle di casa aveva fornito a Cassano "l'assist" per il pareggio, dopo la rete iniziale di Shevchenko. Sono appena scaduti i 3’ di recupero del primo tempo, quando la Roma conquista un angolo. Non ci sarebbero i tempi tecnici per batterlo, se non fosse che nei pressi del corner si materializza un pallone dal nulla. Cassano e Totti non perdono tempo a ringraziare il raccattapalle-ninja, il capitano giallorosso crossa sul secondo palo dove Mancini, di testa, fa la sponda. Arriva Cassano ed è gol. Sono passati 3 secondi da quando la palla era tra le mani del raccattapalle. Roba da pit-stop.



Per chi pensa che i corsi di "teoria e tecnica del raccattapallismo" si tengano solo a Roma, c'è poi un episodio più datato, che nella stagione 1974/75 rese celebre Domenico Citeroni, un ragazzino di tredici anni. A pochi secondi dalla fine l'attaccante del Bologna Beppe Savoldi supera il portiere dell'Ascoli indirizzando la palla all'angolino. Appostato vicino al palo, però, c'è il piccolo protagonista di giornata, che tra lo stupore generale respinge la palla negando a Savoldi un gol fatto.

Oggi il piccolo Domenico ha quasi cinquant'anni. E sicuramente si sarà emozionato ancora una volta, vedendo il suo "collega" palermitano protagonista per un giorno.