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14 ottobre 2010

La Serbia: Italia catastrofica. La Polizia: Figc un modello

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Il segretario generale della Federcalcio serba Lakovic ha attaccato: "Gli italiani avranno difficoltà a spiegare le loro mancanze nell'organizzazione". Manganelli: "Federcalcio modello sulla sicurezza da esportare". Ultras espulsi 10 anni. VIDEO E FOTO

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La Federcalcio serba addossa all'organizzazione italiana la responsabilità maggiore per gli scontri di Marassi. Ma il capo della Polizia ribatte a distanza: "Il ruolo della Figc è un modello da esportare". Antonio Manganelli sottolinea insomma che in tema di sicurezza negli stadi si "è lavorato sempre in perfetta sinergia con la Federazione Italiana Giuoco Calcio, che fa un lavoro di straordinario livello per favorire quelle condizioni di vivibilità degli stadi verso la quale ci stiamo muovendo". Lo stesso Manganelli ha riferito che gli ultras serbi che hanno  provocato gli incidenti di Genova e impedito lo svolgimento della partita non potranno più fare rientro nel nostro Paese, pena l'arresto, per almeno 10 anni. Lo stesso, accadrà ai 17 arrestati, che quando usciranno dal  carcere verranno anch'essi accompagnati alla frontiera e non potranno rientrare in Italia per almeno 10 anni. Manganelli ha sottolineato comunque gli ottimi rapporti con le autorità serbe.

In realtà era stato molto duro l'attacco della Federcalcio serba. "La parte italiana era stata informata sui rischi di incidenti allo stadio di Genova, e si è resa responsabile di una organizzazione 'catastrofica' della partita". A sostenerlo è stato il segretario generale della Federcalcio Zoran Lakovic, secondo il quale "gli italiani avranno difficoltà a spiegare le loro mancanze nell'organizzazione della partita Italia-Serbia a Genova".

"In un incontro tecnico-organizzativo svoltosi alle 10 di martedì abbiamo informato la Federcalcio italiana e il delegato della partita sulla possibilità che accadesse quello che poi è effettivamente accaduto", ha detto Lakovic in un'intervista oggi al quotidiano belgradese Vecernje Novosti.

"Non avendo avuto alcuna risposta, alle 13 abbiamo ripetuto nuovamente dell'esistenza di un grande pericolo, anche perché gli hooligan erano già in città. Neanche a questo avviso è stata data risposta, abbiamo così fatto un ultimoammonimento alle 18 telefonando al primo uomo Uefa per la sicurezza. Lo abbiamo trovato alle Isole Far Oer e abbiamo detto tutto a lui", ha aggiunto il segretario generale della Federcalcio serba.

Osservando come la stessa Uefa non avesse classificato Italia-Serbia come una partita ad alto rischio, Lakovic ha detto poi di sperare in un giudizio clemente da parte della Uefa nei confronti della Nazionale serba, auspicando che i rapporti del delegato e degli altri ispettori siano positivi per la Serbia.