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15 ottobre 2010

Italia-Serbia, il match ora è tra le due Federcalcio

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I serbi: "Match da ripetere". La Figc: "Da noi parole e atti responsabili". Lunedì si saprà se l'istanza di patteggiamento presentata dal difensore di Bogdanov sarà accolta dal Gip. L'ultrà potrebbe tornare in patria. Arresto convalidato. VIDEO E FOTO

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"La Figc attende con serenità gli sviluppi dell'iter disciplinare in corso presso la Uefa e intende continuare a mantenere un comportamento responsabile anche a livello di dichiarazioni. Così come avvenuto, sia nei comportamenti sia nelle dichiarazioni, nella giornata del 12 e nei giorni successivi". Lo dice la Figc in un comunicato diffuso per rispondere alle dichiarazioni del presidente della federcalcio serba, Miroslav Karadzic, che ha fatto sapere di voler chiedere all'Uefa la ripetizione della partita di martedì scorso a Genova sospesa dopo 6'.

Nuove accuse all'Italia
- "I padroni di casa sono responsabili per l'organizzazione. Secondo il protocollo della Uefa, chi ospita un evento deve fare il possibile per prevenire incidenti. Noi abbiamo fatto ciò che dovevamo, abbiamo sollecitato l'attenzione dell'Italia sul rischio di disordini". Tomislav Karadzic, presidente della federcalcio serba (Fss), punta il dito contro l'Italia dopo gli eveti che martedì, allo stadio Ferraris di Genova, hanno portato alla sospensione della partita valida per le qualificazioni a Euro 2012.

La riunione dei vertici serbi - Karadzic ha preso posizione dopo l'odierna riunione dei vertici della Fss. Le autorità italiane, dice il presidente federale, "non hanno fatto nulla per prevenire gli incidenti nonostante i nostri avvertimenti. Non hanno fatto nulla dopo aver assistito ai disordini nell'immediata vigilia della partita", dice ancora. Il numero 1 della federcalcio serba giudica "infondate" le critiche relative ai mancati controlli preventivi che Belgrado avrebbe potuto eseguire. "Chiunque sia in possesso di un passaporto ha il diritto di acquistare un biglietto e di viaggiare. In questo caso, per assistere ad una partita di calcio". Ed ancora: "Chiederemo la ripetzione del match".

Il 18 ottobre da Platini - Karadzic ha aggiunto che la delegazione della federcalcio serba sarà alla sede Uefa a Nyon il 25 ottobre ad una riunione alla quale sono stati invitati anche una delegazione italiana ed il delegato della partita di Genova. Dopo i colloqui con la Uefa, ha aggiunto il presidente, verrà presa una decisione sulla partita il 28 ottobre. Il 18 ottobre prossimo, ha precisato Karadzic, una delegazione della federcalcio serba avrà un incontro con il presidente della Uefa Michel Platini per un esame dettagliato di quanto avvenuto nella partità di martedì sera a Marassi. "La reazione della polizia italiana è stata debole", aggiunge Milivoj Mirkov, responsabile della sicurezza. La Fss ha tempo fino al 25 ottobre per consegnare la propria relazione alla Uefa. La Commissione disciplinare della Confederazione continentale si riunirà il 28 ottobre per esaminare il caso. Karadzic sembra puntare sulla comprensione del presidente della Uefa, Michel Platini. "Parleremo con Platini il 18 ottobre, cercheremo la soluzione migliore. Quella più onesta sarebbe rigiocare la partita, ma al momento è solo il nostro desiderio", dice prima di avvertire che "non bisognerebbe però essere troppo ottimisti".

Ivan interrogato in carcere - Il capo ultrà serbo protagonista degli incidenti di Genova ha chiesto il pattegiamento attraverso il suo legale. Solo lunedì, tuttavia, si saprà se verrà accolta o meno la richiesta e quindi se Bogdanov potrà immediatamente tornare in Serbia e scontare nel suo Paese la pena. Intanto è stato convalidato l'arresto del capo ultrà e di altri tre tifosi coinvolti. Sabato, invece, si procederà alla convalida dell'arresto per gli altri quattro tifosi incarcerati.

Durante il colloquio con il Gip genovese Maurizio De Matteis, l'ultrà ha ribadito la sua versione dei fatti. Bogdanov sostiene di non avere voluto causare l'interruzione della partita ma di avere voluto, insieme ai suoi compagni, contestare la nazionale serba.

Altri 16 arresti - Al posto di confine serbo-ungherese di Kelebia la polizia serba ha arrestato oggi 16 tifosi che facevano ritorno in patria dalla partita Italia-Serbia di marted scorso a Genova. Come ha riferito il ministero dell'interno a Belgrado, i tifosi tratti in arresto sono sospettati di aver preso parte alle violenze e alle intemperanze messe in atto dalla tifoseria serba allo stadio Luigi Ferraris. Entro 48 ore compariranno dinanzi a un giudice di Subotica, città del nord della Serbia al confine con l'Ungheria. Giovedì altri 19 tifosi serbi di ritorno da Genova erano stati arrestati ai posti di confine di Batrovci (Croazia) e Horgos (Ungheria).

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