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23 ottobre 2010

Guidolin: "Di Natale sarà l'arma in più dell'Udinese"

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Francesco Guidolin, tecnico dell'Udinese

Il tecnico friulano prepara i suoi ragazzi per la sfida con il Palermo, a suo dire: "la squadra più in forma del campionato". Unica anticipazione sull'undici che scenderà in campo al Friuli, la presenza del capitano Totò Di Natale

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Francesco Guidolin carica i suoi e al tempo stesso mette in guardia il Palermo: "Di Natale gioca". Il tecnico dei bianconeri punta sul capitano, sinora poco brillante, e si affida al suo estro, alla sua classe, alla sua abilità in zona gol. "Francamente in settimana non ho mai detto che Totò non avrebbe giocato - ha spiegato il tecnico dell'Udinese -, ho semplicemente evidenziato altre cose. Comunque domani il giocatore sarà in campo, speriamo sia in gran forma, che ci faccia vedere il suo indiscusso talento".

Questa è l'unica anticipazione che il tecnico di Castelfranco Veneto ha fatto sulla formazione che affronterà il Palermo, che considera la squadra più in forma del campionato, "soprattutto fuori casa dove si è reso protagonista di prestazioni che meritano tanto di cappello. Li affronteremo con tutte le armi di cui disponiamo e vogliamo sfruttarle tutte".

Guidolin elogia Pastore, prevedendo per il talento rosanero un futuro ancora più roseo di un presente al momento entusiasmante, ma il tecnico non si preoccupa del singolo, ma del Palermo nel suo insieme. "Tutta la squadra dovrà svolgere nel modo migliore il compito che le assegnerò per mettere in difficoltà un avversario forte in ogni settore. Pastore è una mezzala che mi ricorda Kakà, ma soprattutto Francescoli, un altro campione. Il paragone invece con il nostro Sanchez non regge. Alexis è un tornante, un esterno offensivo che ora stiamo cercando di modellare in altro ruolo".

Non è mancata, in questa vigilia, una secca risposta a Maurizio Zamparini, friulano doc, che in settimana aveva dichiarato che Rossi e Guidolin sono due allenatori di qualità, ma il primo è aziendalista e il secondo invece lavora per se stesso. "A Zamparini ricordo che ho portato il Palermo in A, dalla quale mancava da trentadue anni, ho tutelato glim interessi del club valorizzando Amauri, Sirigu, Zaccardo, Cavani, Cassani e altri ancora. Soprattutto ricordo che un giorno mi convocò nel suo ufficio a Vergiate e mi disse che aveva bisogno di una persona che gli risolvesse alcuni problemi. Dopo sedici mesi il Palermo dalla serie B si ritrovò in Uefa. Non aggiungo altro Per me è tutto.