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12 novembre 2010

Serie A, sciopero ribadito dall'Aic: il 30 si saprà quando

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Massimo Oddo, il portavoce dell'Aic: sciopero ribadito

I calciatori hanno confermato il mandato all'associazione di comunicare "la loro decisione, in segno di protesta, di non scendere in campo in una delle prossime giornate". L'Aic attenderà fino al 30 novembre per la data. Beretta: "Logica senza senso"

L'Aic ha annunciato oggi che i calciatori hanno confermato il mandato all'associazione di comunicare "la loro decisione, in segno di protesta, di non scendere in campo in una delle prossime giornate di campionato". L'Aic comunica che attenderà fino al 30 novembre per annunciare la data dell'astensione dalle partite.

"I calciatori di Serie A - si legge nella nota diffusa oggi dall'Aic - hanno preso atto dell'atteggiamento della Lega che ha respinto la proposta del presidente della Figc Abete, condivisa dall'Aic, di limitare solo a 6 punti le trattative sull'Accordo Collettivo, con esclusione degli altri 2 (calciatori fuori rosa e trasferimenti coatti), fin dall'inizio non accettati dall'Aic. Attraverso i loro rappresentanti hanno quindi confermato il mandato all'Associazione Calciatori di comunicare la loro decisione, in segno di protesta, di non scendere in campo in una delle prossime giornate del massimo campionato. L'Aic, mantenendo l'impegno assunto nell'incontro con Figc e Lega del 21 settembre u.s., - conclude la nota - attenderà fino al 30 novembre per annunciare la data dell'astensione dalle partite".

La replica di Beretta - "La logica dello sciopero non ha nessun senso". Lo ha detto il presidente della Lega di serie A Maurizio Beretta in conferenza stampa replicando all'Assocalciatori che ha confermato l'intenzione di sospendere il campionato in una delle prossime giornate per protesta contro il mancato rinnovo dell'accordo collettivo. "Abete faccia un ulteriore tentativo, con molta determinazione, per mettere le parti al tavolo: penso che questo è il compito che l'Alta corte di giustizia e la legge 91 assegnano alla Federcalcio". Beretta è convinto che non sia il caso di nominare un commissario ad acta nel negoziato con l'Assocalciatori per il nuovo accordo collettivo. "Se si accettano veti e pregiudiziali di una parte, il confronto non decolla, eliminare due punti dalla trattativa è una procedura stravagante - ha aggiunto Beretta -. Capisco che non sia un compito facile, però credo che ci siano tempi e condizioni per esercitare tute le capacità di convinzione di cui la Figc dispone per rimettere in piedi una trattativa no-stop in tempi brevi". E se il negoziato non porta a buon fine? "È una buona domanda, ma forse è meglio porla al presidente federale", ha replicato Beretta, contrario all'idea della nomina di un commissario ad acta: "Non condividiamo l'idea di abdicare alle nostre responsabilità e delegare a un terzo estraneo agli interessi delle parti sarebbe una sconfitta, anche per la Federcalcio che ha svolto il suo ruolo di mediatore. L'ipotesi del commissario ad acta - ha concluso - è da prendere in considerazione solo dopo disastri epocali che non vedo ancora".