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11 dicembre 2010

Agnelli: "La vittoria è nel Dna della Juventus"

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Andrea Agnelli sta ricostruendo la Juventus per renderla nuovamente vincente (Getty)

Il presidente bianconero parla delle ambizioni della Signora per il presente ma soprattutto per il futuro: "Vinciamo uno scudetto ogni quattro anni, ma stavolta non sarà così". Su Buffon: "Rientrerà, poi vedremo". E Delneri: "Contro la Lazio nessun bivio"

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Tradizione e orgoglio - La Juventus è "amore e passione". Lo è per Andrea Agnelli, presidente della squadra torinese che, in un'intervista a La Repubblica, racconta la sua attività a capo della Juve chiarendo da subito che prima di lui, alla guida della squadra, "c'è stata una storia e la storia non si riscrive" e che la definizione di "ramo cadetto" della famiglia non ha "un reale significato". La formazione ideale per Andrea Agnelli sarebbe quella composta da "Zidane, Nedved, Montero, Peruzzi, Platini, Gentile, Scirea". Per ora la Juve ha preso Bonucci, Krasic e Aquilani. "Sono un foglio bianco - afferma Agnelli - tra qualche anno vedremo cosa sono stati capaci di scriverci sopra".

"La vittoria è nel Dna della Juventus e la statistica ci dice che ci aggiudichiamo uno scudetto ogni quattro anni - prosegue il presidente - Se affermassi che lo vinceremo in questa stagione, prenderei in giro la gente". Su Antonio Cassano, Agnelli non si esprime, "voglio fare solo il presidente - dice - non voglio fare né il direttore sportivo, né il padre, né il fratello dei giocatori". Quanto a Buffon, aggiunge che il suo rientro in campo è previsto tra un mese, "facciamolo rientrare - afferma - poi si vedrà", mentre su Del Piero, posticipa la decisione, "ci parleremo più avanti". Il futuro "inevitabile" per la Juve è nei giovani come Camilleri e Sorensen.

Sulla tecnologia si dice favorevole alla moviola in campo e al tempo effettivo delle partite, mentre sull'esposto presentato per la revoca dello scudetto, prende tempo e afferma di voler attendere gli esiti del processo. Con personaggi come Moggi e Giraudo, il neo presidente della Juve assicura di avere scarsi rapporti. A Torino vive nello stesso palazzo di Moggi, mentre con Giraudo, amico di suo padre, si vedono e si sentono. Infine, una riflessione sul nome Agnelli: "Significa avere un impegno da onorare per la vita" anche se "mi pesava molto di più essere un Agnelli da ragazzino, mi accorgevo di essere guardato in modo diverso e non lo capivo".

Verso la fida con la Lazio -
"Non è un bivio per la stagione, ma soltanto per questo momento. Può esserlo in senso psicologico, ma il campionato è appena cominciato". Gigi Delneri inquadra così la sfida di vertice tra Juventus e Lazio. "Si affrontano due squadre di alta classifica che meritano il posto attuale. Non dobbiamo concedere niente e disputare una gara perfetta", aggiunge il tecnico. Niente da fare per Grygera che non è ancora pronto, rientra Marchisio, ballottaggio fra Pepe e Aquilani, confermata la coppia di punte
Quagliarella-Iaquinta.

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