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21 dicembre 2010

Pablito: un grande del 900. Il messaggio di Napolitano

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L'indimenticabile sorriso del grande Enzo Bearzot

Le reazioni del mondo dello sport alla morte del Vecio. Il ct Lippi: sono orgoglioso di stare nella storia del calcio vicino a un grande come Bearzot. Bruno Conti: per me era come un padre. Spillo Altobelli: che anni straordinari. FOTO E VIDEO

L'Album della Nazionale

Manda qua il tuo ricordo di Enzo Bearzot

In un messaggio di condoglianze ai famigliari, reso noto dal Quirinale, anche il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha ricordato Enzo Bearzot come "indimenticato Commissario tecnico della nazionale italiana, campione del mondo in Spagna nel 1982" e come grande amico di Sandro Pertini. "Calciatore e allenatore di grande talento, nella sua lunga e intensa carriera si è sempre reso testimone della più alta etica sportiva, trasmettendo un forte messaggio di lealtà, rispetto delle regole e correttezza nel gioco come nella vita", ha scritto il Segretario Generale della Presidenza della Repubblica, Donato Marra, nel messaggio alla famiglia, rendendosi interprete del cordoglio e della commozione del Capo dello Stato. "Nella nostra memoria - si legge nel messaggio - la figura di Enzo Bearzot rimane indissolubilmente legata a quella del presidente Sandro Pertini: tra loro si stabilì un'amicizia suggellata dal medesimo spirito di rigorosa rettitudine e da analoga, umana schiettezza".

Il telegramma di Berlusconi - Il Presidente del Consiglio dei Ministri, Silvio Berlusconi, ha inviato alla famiglia di Enzo Bearzot, il seguente telegramma di cordoglio: "Partecipo commosso al vostro dolore per la scomparsa di Enzo Bearzot indimenticabile ct della Nazionale italiana che con le sue doti aveva plasmato il gruppo di giocatori che nel 1982 vinsero in Spagna il terzo Mondiale azzurro".

Lippi: orgoglioso di lui - Stupore e gran dolore: con questi due sentimenti Marcello Lippi reagisce alla notizia della scomparsa di Enzo Bearzot: "Come e quando è successo?..." la prima reazione del ct campione del mondo nel 2006. "E' una notizia che mi dà un profondo dolore e un gran dispiacere - aggiunge poi Lippi - negli anni in cui ho guidato la Nazionale è stato sempre vicino a me alla mia Italia. Ci sentivamo e vedevamo spesso. D'altra parte l'ho anche avuto come allenatore quando fui convocato nell'under 23 azzurro. Poi, nei miei anni da ct mi è sempre stato vicino e ha fatto sempre sentire il suo affetto. Sono orgoglioso di stare nella storia del calcio vicino a un grande come Bearzot. Ma in questo momento - conclude Lippi - l'unica cosa che mi sento di dire è mandare un grande abbraccio alla sua famiglia".

Platini: un gentiluomo - "Enzo Bearzot era una leggenda in Italia per aver vinto il titolo mondiale ed era un tecnico rispettato in tutto il mondo. Era un maestro di calcio e le sue qualità erano eccezionali", sono le prime parole del presidente della Uefa. "L'ho stimato sia come uomo che come allenatore e ricordo bene il momento in cui sollevò la Coppa del Mondo nel 1982. E' giusto che venga ricordato negli annali del calcio per quel trionfo".
Nell'esprimere "a nome dell'intera famiglia del calcio europeo il mio cordoglio", l'ex fuoriclasse della Nazionale francese ha poi raccontato di aver incontrato Bearzot per la prima volta al Mondiale del '78, perché Francia e Italia alloggiavano nello stesso albergo. "Poi, nel 1979, mi scelse per giocare una partita tra l'Argentina e una selezione del resto del mondo. Fu un'esperienza indimenticabile per me e fu in quell'occasione che imparai a conoscere davvero Bearzot, gentiluomo e grande allenatore".

Pablito Rossi scoppia in lacrime - "Enzo Bearzot è stato uno dei grandi italiani del '900, su questo non ho dubbi". Paolo Rossi trattiene a stento commozione e lacrime, al telefono nel raccontare il suo dolore per la scomparso del Ct campione del mondo nell'82. "Per me è stato come un padre - dice Pablito, cui Bearzot diede fiducia fino all'esplosione del gol nella parte finale del mondiale - io a lui devo tutto, senza di lui non avrei fatto quel che ho fatto. Era una persona di una onestà incredibile e un tecnico di grande spessore. Incarnava la figura dell'italiano popolare, e anche se non è stato uno scienziato o un artista, rimarrà nella storia dei nostri grandi del secolo scorso".

Lo Zio Bergomi: un grande uomo -
"Una persona straordinaria, ha vinto come allenatore, ma soprattutto come uomo". E' con queste parole che Giuseppe Bergomi ha voluto ricordare Enzo Bearzot. "Mi ha dato tantissimo, - ha aggiunto Bergomi a Sky Sport 24 - mi ha fatto crescere, maturare, mi ha fatto giocare in quel gruppo bellissimo". Ricordando i suoi primi tempi in Nazionale, l'ex capitano degli azzurri ha detto che "era uno che ti parlava tanto, ti metteva a tuo agio". Ma secondo Bergomi uno dei meriti maggiori di Bearzot è stato quello di riuscire a creare il gruppo che vinse i Mondiali di Spagna nel 1982. "Quel gruppo - ha detto Bergomi - che è riuscito a creare era straordinario, anche chi ha giocato poco lo ricorda benissimo. Io - ha aggiunto l'ex capitano dell'Inter - sono entrato in punta di piedi, ho cercato di farmi accettare da loro, lui sapeva mettere insieme le persone, creare queste alchimie non è facile".

Cabrini: era un Don Chisciotte - Antonio Cabrini è un altro del gruppo Bearzot, trascinato con Rossi in azzurro giovanissimo nel 1978 e poi protagonista in Spagna. Ricordi ed emozioni si rincorrono nei pensieri dell'ex juventino: "Era determinante sotto l'aspetto umano - dice ai microfoni di Sky - soprattutto la maniera di gestire la squadra nei momenti extracalcistici. Lui ha vinto molto ma ha vinto di più nella vita, aveva forgiato un gruppo di persone legate che avrebbero fatto tutto per lui". L'episodio caro al ricordo di Cabrini è legato alla finale mondiale di Madrid cominciata per l'ex terzino molto male. "Ricordo la faccia, oscurata dal vento e dalla delusione, quando ho sbagliato il calcio di rigore che poteva portarci subito in vantaggio con la Germania. Ma subito la delusione in lui lasciò il posto all'ottimismo: 'E' inutile che continui a pensarci - mi ha detto - siamo sullo 0-0, lasciati alle spalle questo momento delicato'. Per me è stato un secondo papà, come allenatore era molto preparato, non aveva bisogno di parlare. Era un po' don Chischiotte nell82, solo di fronte a tutti nei giorni delle polemiche. E' nata così l' immagine di un uomo che per i suoi ragazzi dava tutto".

Zoff: provo un grande dolore -
"C'è un dolore profondo per la  perdita di una persona straordinaria, di onestà cristallina, di grande coraggio e di uomo giusto, il resto fa parte della cronaca". Dino Zoff ricorda con grande commozione la figura di Enzo Bearzot. "I risultati sono secondari -dice Zoff a Sky Sport 24- ma è un uomo che ricorderò tutta la vita. Questo è un momento di dolore".

Bruno Conti: era come un padre -
- "Per me era come un padre. A parte il grande tecnico che era, voglio ricordare l'uomo, un grandissimo uomo, con grandi valori. Un uomo stupendo di quelli che non se ne  trovano pochi oggi, che insegna i valori importanti della vita". E' questo il ricordo di Bruno Conti. Non  solo un tecnico per 'marazico', ma un secondo padre, una figura  importante dentro e fuori dal campo. "Oltre ad aver vinto un Mondiale, lo ricordo perché ha saputo creare un grande gruppo. Lui parlava con tutti ma più con quelli che giocavano meno, rispetto a quelli che andavano di più in campo", ricorda uno degli eroi del Mondiale vinto in Spagna nel 1982. "Lo sentivo spesso in questi giorni, come anche sempre durante le feste e mi è dispiaciuto che se ne sia andato un po' abbandonato. Con lui ho avuto un rapporto particolare. Non potrò mai dimenticare prima del Mondiale quando venne da me, che mi ero infortunato al ginocchio con la Roma e vedeva che stavo forzando i tempi per rientrare, e mi disse: 'Bruno recupera con calma, quel posto è tuo, non te lo tocca nessuno'. A quel punto mi sono sentito sollevato -racconta Conti- e  l'ho ripagato con quel Mondiale in Spagna. Addio Enzo".

"Spillo" Altobelli: anni straordinari - "Con lui sono stati anni straordinari, mi spiegava quello che voleva da giocatori come me e quando andavo in campo riuscivo a fare quello che voleva. Era una grande persona e metteva tutti a suo agio, aveva e dava grande fiducia da tutti. Non aveva bisogno di parlare per lui parlava lo sguardo". E' questo il ricordo di Alessandro 'Spillo' Altobelli.

Antognoni: un legame indissolubile -
"Quando dovetti saltare la finale del mondiale per infortunio ricordo che Enzo era quasi più dispiaciuto di me". E' il ricordo di Giancarlo Antognoni, bandiera della Fiorentina e campione del mondo nel 1982. "C'era un grande legame tra noi - ricorda ancora Antognoni - testimoniato dal fatto che mi ha dato fiducia per dieci anni in nazionale, nonostante io abbia avuto molti problemi fisici in carriera. E' una grande perdita per il calcio italiano: oltre al titolo vinto nell'82 ha dato tanto anche a livello umano".

Prandelli: un coraggioso maestro di calcio
- "Il calcio italiano perde il protagonista di una delle pagine più belle ed emozionanti della sua storia, ma soprattutto perde un maestro di calcio che della gestione del gruppo ha fatto una filosofia alla quale tutta la scuola di  allenatori italiani continua a fare riferimento", commenta il ct della Nazionale, Cesare Prandelli. "Il formidabile successo del Mondiale in Spagna nell'82 è stata la logica conseguenza di un altro capolavoro, il quarto posto conquistato nell'edizione precedente, quella del '78 in Argentina, con una Nazionale ricostruita dalle fondamenta sotto il profilo tecnico e soprattutto attitudinale".
"Il coraggio delle sue scelte, delle quali hanno beneficiato giovani talenti del calibro di Cabrini, Rossi, Bergomi - solo per  citarne alcuni - ai quali Bearzot dispensava consigli e fiducia, ci ha consegnato una generazione di campioni quasi senza eguali. Ci mancherà e mancheranno al calcio la sua saggezza, l'onesta e il buon senso".

Petrucci: era un uomo sincero -
"Mi ha sempre conquistato la sua sincerità Il presidente del Coni, Gianni Petrucci, ricorda così la figura dell'ex ct della nazionale italiana di calcio vincitrice dei Mondiali dell'82. "Bearzot - ha aggiunto Petrucci - è stato il primo allenatore che ho conosciuto come segretario della Federcalcio nell'85. Mi ricordo che ero andato a Udine per vedere Italia-Austria, perché volevo scoprire i segreti del tecnico che ci aveva fatto vincere il Mondiale. Restammo insieme fino alla mattina dopo, perché lui era un uomo che amava fare tardi. Sono rimasto sempre affascinato e conquistato dalla sua sincerità: voto 10". Una grave perdita per il calcio italiano. "Assolutamente - ha concluso Petrucci - anche da fuori ha continuato a dire sempre cose di buon senso e a favore del calcio".

Cesare Maldini: un maestro di vita - "Anche se sapevo delle sue precarie condizioni, sono molto triste. E' sparito un maestro di vita, in questo momento siamo tutti molto tristi". Cesare Maldini, ex allenatore del Milan e della Nazionale, vice di Bearzot dal 1980 al 1986, così ha commentato la scomparsa del ct campione del mondo nell'82. "Chi lo ha conosciuto sa benissimo del grande vuoto che ci ha lasciato. Quel mondiale del 1982 rimarrà nella mia memoria, c'era tanta stima tra noi, eravamo un gruppo di trenta persone davvero straordinario. E' scomparsa una grandissima persona".

Il ricordo del sindaco di Aiello - "Con Enzo scompare un grande friulano. In tutti i sensi". Così si è espresso, appena appresa la notizia della morte di Enzo Bearzot, Renato Nuovo, il sindaco di Aiello del Friuli, paese natale dell'ex Ct. "Ricordo ancora quella splendida giornata che lui passò qui ad Aiello qualche settimana dopo la vittoria ai mondiali di Spagna. Chiam uno ad uno e per nome - ha detto Nuovo - tutti i suoi amici che non vedeva da tantissimi anni". Il sindaco di Aiello non ha spauto dire se il Ct della Nazionale di calcio riposerà in Friuli o a Milano dove viveva da tento tempo. "I suoi genitori sono sepolti nel cimitero di Aiello - ha detto Nuovo - ma non credo che lui venga qui". Infine un rammarico per il primo cittadino. "Lo avevamo proposto per la carica di 'senatore a vita' per meriti sportivi - ha detto - ma il progetto naufragò. Peccato. Avrebbe meritato quella carica".

Il Milan: "Dorme accanto a Rocco" - "Essere milanisti, significa essere sportivi e italiani. E' anche per questo che tutto il Milan e tutti i rossoneri si uniscono con commozione al dolore della famiglia e al cordoglio di tutto il calcio italiano per la scomparsa di Enzo Bearzot, il condottiero azzurro di Spagna '82. Qualcosa da dentro ci dice che, lassù, il grande Bearzot e il Paron Rocco avranno tante cose da dirsi". Così, la società rossonera, sul suo sito Internet, ricorda l'allenatore friulano, scomparso oggi a Milano.

Il cordoglio dell'Inter - C'è anche il cordoglio dell'Inter per la scomparsa di Enzo Bearzot. Il club nerazzurro gli tributa il giusto omaggio. Con l'Inter ha giocato dal 1948 al 1951, collezionando 19 presenze. "Il calcio italiano piange un maestro, che non dimenticherà mai. Aveva scelto Milano come la sua città - si legge sul sito dei nerazzurri - vivendola con discrezione e attenzione, ricordando volentieri l'Inter, cioè il primo amore che non si scorda mai, lontano dai fasci di luce del calcio moderno e, al tempo stesso, sempre pronto a regalare preziosi consigli a tutti gli appassionati sinceri, come lui, del pallone. Il presidente Massimo Moratti e tutta la FC Internazionale, con tantissimo affetto, abbracciano la moglie Luisa, il figlio Glauco e la figlia Cinzia nel ricordo del grande Enzo Bearzot".

E quello della Juventus - "E' un giorno triste per tutta l'Italia sportiva. All'età di 83 anni, è scomparso Enzo Bearzot, uno dei personaggi più amati del mondo del calcio". E' il ricordo della Juventus. "Nato ad Aiello del Friuli, ha scritto pagine importanti da calciatore e da allenatore. Su tutte, il trionfo della Nazionale al  Mondiale di Spagna 1982. Una squadra, quella che Bearzot guidò a quell'impresa, in cui la Juventus contribuì dando al gruppo azzurro tanti protagonisti. La Juventus si unisce al cordoglio di tutto il calcio italiano". Anche il tecnico bianconero Luigi Del Neri ha voluto esprimere un pensiero nei confronti di un professionista di cui aveva apprezzato le doti sul campo: "Mi dispiace molto. Bearzot lo avevo conosciuto ai tempi in cui era l'allenatore della rappresentativa di  Serie C".