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18 marzo 2011

Che fine hanno fatto? Aleinikov, il russo che ama il Salento

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Sergej Aleinikov allena in una scuola calcio a Lecce

Fu acquistato dalla Juventus nella stagione 1989-90 dopo l'arrivo, l'anno precedente, di Aleksander Zavarov. Un campionato in bianconero in cui vinse Coppa Uefa e Coppa Italia. Vive a Lecce ed allena gli "allievi" in una scuola calcio. FOTO E VIDEO

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Insieme al suo compagno di nazionale Aleksander Zavarov fu uno dei primi calciatori a lasciare l'Unione Sovietica per giocare in un Paese dell'Ovest, l'Italia, considerata a inizio anni '90 il paradiso del pallone europeo. Sergej Aleinikov vive a Lecce dove si è costruito la famiglia: "Sono qui innanzitutto per le mie figlie che sono nate in italia e sono andate a scuola qui - dice - L'Italia è il paese del calcio e io alleno gli allievi della scuola calcio da cui sono venuti fuori giocatori importanti come Franco Causio, Sergio Brio e Antonio Conte". Tutti calciatori che hanno militato nella Juventus la squadra che portò Aleinikov in Italia: "Sono rimasto a Torino solo un anno dopo aver vinto Coppa Italia e Coppa Uefa, ma qualcuno voleva lo scudetto - spiega - Secondo me l'annata era stata positiva con il successo contro le due acerrime rivali come Milan e Fiorentina e il terzo posto in campionato".

Eppure dopo quella stagione Aleinikov fu ceduto al Lecce: "Con tutto il rispetto per la città dove mi sono trovato e mi trovo bene, giocare per vincere qualcosa anziché per la salvezza ti dà più stimoli. Ma poi sono stato bene, Lecce e il Salento ti entrano nel cuore". Dopo la parentesi pugliese è arrivata quella in Giappone dove già aveva trovato rifugio un suo ex compagno di squadra Totò Schillaci: "Ma giocavamo in due squadre diverse e quando ci affrontavamo vincevo sempre io". In Nazionale con quella dell'Unione Sovietica resta l'argento agli Europei del 1988. "Nella finale con l'Olanda marcavo Van Basten che fece quel gol incredibile - racconta - Quando stava andando verso il centrocampo dai compagni si mise le mani in testa. Non credeva neanche lui a quello che aveva fatto".

Il ricordo più sentito dell'anno alla Juve è per Gaetano Scirea: "Quando arrivai a Torino la squadra era negli Usa per delle partite allora Scirea (il secondo di Zoff) mi fece da cicerone facendomi conoscere la città. Abbiamo passato un mese insieme, troppo poco, anche se nel mio ricordo è come se lo avessi conosciuto da una vita, un grande amico e un gran signore".