Il Milan non sbaglia: Seedorf e Pato stendono la Fiorentina

Calcio
L'esultanza di Pato e Seedorf, entrambi in gol al Franchi
L'attaccante del Milan Clarence Seedorf (d) festeggiato da Pato (s) dopo il goal del vantaggio, oggi 10 Aprile 2011, allo stadio Artemio Franchi  di Firenze. ANSA CARLO FERRARO

Nel posticipo del Franchi i rossoneri vincono 2-1 la sfida con i viola, restano in vetta da soli e tengono a distanza il Napoli e l'Inter. Ibrahimovic, nuova follia: diffidato, ammonito e poi espulso (proteste), si prenderà un'altra squalifica. LA GALLERY

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FIORENTINA-MILAN 1-2
8' Seedorf (M), 41' Pato (M), 80' Vargas (F)

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di LORENZO LONGHI

Nessun timore, nessuna distrazione: se il Napoli nel pomeriggio aveva chiamato il Milan ad una risposta netta, i rossoneri hanno replicato con altrettanta autorevolezza, vincendo 2-1 a Firenze in una trasferta che in tanti, da Allegri in giù, avevano etichettato come decisiva. Lo hanno fatto, i rossoneri, con calma e precisione, mettendo le cose in chiaro dopo appena otto minuti grazie ad una splendida conclusione di Seedorf, raddoppiando a fine tempo con Pato e corredando il resto dell'incontro con una chiara impressione di superiorità. Senza sbavature - a parte qualche rischio nel finale, dopo la rete di Vargas - e soprattutto senza frenesia, perché i rossoneri dovevano gestire gli effetti psicologici dell'euforico successo pomeridiano del Napoli. Meccanismo, questo, non esattamente scontato. Invece i ragazzi di Allegri ci sono riusciti nel migliore dei modi, con una prova di maturità che va oltre la differenza di cifra tecnica fra le due formazioni scese in campo al Franchi. Una prova che, soprattutto, profuma di scudetto, perché il Milan ha chiuso la giornata mantenendo le distanze: +3 sul Napoli e +5 sull'Inter, neutralizzando quindi le vittorie delle dirette concorrenti.

La Fiorentina, privata dell'imprevedibilità dello squalificato Mutu, ha potuto ben poco, piegata da un gol a freddo, è rientrata in partita solo nel finale, abbastanza per fare vivere ai tifosi rossoneri un quarto d'ora di passione dopo avere accorciato le distanze, quando di sicuro Allegri ha maledetto gli errori dei suoi attaccanti che in precedenza non erano riusciti a chiudere l'incontro. Ma, alla fine, il Milan non ha fatto alcun regalo. Ibrahimovic? Nel giorno del rientro, non ha mostrato granché, anzi prima s'è beccato un'ammonizione, poi s'è fatto espellere nel finale per una parola di troppo all'arbitro (ma lui negli spogliatoi dirà che gli insulti erano rivolti a sé stesso). Era diffidato, avrà almeno due giornate di squalifica: una per il giallo, l'altra per il rosso diretto, se il referto confermerà la sensazione. L'ennesima follia di Zlatan.

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