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03 ottobre 2011

Mai così in basso, sosta di riflessione per Milan e Inter

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Prima delle pause di campionato solitamente le scuole di pensiero sono due. Il quadro però è sconfortante tanto per i rossoneri quanto per i nerazzurri: stavolta non c'è infatti una Milano che soffre e l'altra che gode delle sventure altrui. IL VIDEO

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di Diego Ponzè

In questi casi, le scuole di pensiero si ristringono a due, e non potrebbero essere più discordanti: quelli che "meno male che c'è la sosta, per fortuna che ora ci si ferma, finalmente possiamo recuperare energie e infortunati, vedrete che fra 15 giorni saremo più forti di prima". E quelli che, invece, "purtroppo adesso c'è questa sosta, che non ci voleva proprio in questo momento, che ci lascia l'amaro in bocca e questa classifica ingiusta". Viva la sosta, abbasso la sosta: quale sia la posizione del Milan, l'ha chiarita allegri in diretta tv: "Meno male che c'è la sosta, meno male…"

Eppure, sia al Milan che all'Inter, l'idea di doversi fermare proprio ora di certo farà a entrambe uno strano effetto, destinato a prolungarsi per due lunghissime settimane. Perchè è assolutamente inusuale, ritrovarle laggiù, le due milanesi, su quel lato destro della graduatoria così poco nobile e ricercato. Campioni del mondo e Campioni d'Italia, a 1 e 2 punti dalla serie B. Nella loro storia, dopo 5 giornate, mai Milan e Inter avevano messo insieme così pochi punti. Quadro sconfortante per tutte e due, perchè stavolta non c'è una Milano che soffre e l'altra che almeno gode delle sventure altrui.

Alla quinta giornata piangono entrambe. Altro che derby scudetto, che in questo momento, invece, è piuttosto appannaggio degli avversari di giornata. Con l'Inter, che scopre di non aver risolto tutti i suoi problemi nemmeno con Ranieri, e il Milan, che - dopo quello con il Napoli - con la Juve ha già perso un altro di quegli scontri diretti che un anno fa gli hanno invece consegnato lo Scudetto. Riflessioni obbligatorie, per tornare più forti dopo questa forzata pausa di riflessione. Perché fra 15 giorni, finita la sosta - maledetta o benedetta che sia - chi si fermerà ancora, potrebbe già essere perduto.

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