Lotta per lo scudetto: cosa serve alle grandi della Serie A?

Calcio
Cannavro e Pazzini nell'ultimo Inter-Napoli (0-3) (Getty)
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Juventus, Napoli, Milan e Inter. Casa manca per migliorarsi e puntare in alto? Dalla difesa di bianconeri alla panchina degli azzurri, alle esigenze di ringiovanire gli organici a disposizione di Allegri e Ranieri. GUARDA LE FOTO

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Un "Mister X" per il Milan: le tappe della strana storia

di Gianluca Maggiacomo

Juventus e Napoli sugli allori. Milan e Inter a leccarsi le ferite dopo un inizio di campionato disastroso. La Serie A che si è appena fermata per gli impegni delle nazionali può essere fotografata così.
Analizzando la situazione delle quattro grandi ci si sente come su un’altalena: si passa dall’esaltazione di bianconeri e azzurri alla depressione delle milanesi. Juve e Napoli, dopo anni di rodaggi e illusioni, guardano tutti dall’alto verso il basso con relativo morale alle stelle. Diverso il discorso di Milan e Inter, relegate in fondo alla classifica e con qualche problema da risolvere.
Juve e Napoli faranno di tutto per rimanere lì in alto, mentre le milanesi cercheranno l’antidoto (o l’alchimia) per uscire dalle sabbie mobili della zona retrocessione. A questo punto, però, è lecito domandarsi: le attuali rose delle quattro grandi sono adatte per raggiungere gli obiettivi che si sono prefissate? Cosa manca a Juve, Napoli, Milan e Inter per migliorarsi?

Juventus – I bianconeri sembrano intenzionati a rinforzare la difesa. Fino alla partita contro il Milan, vinta 2-0, la retroguardia sembrava in emergenza. Chiellini sbandava, Bonucci non dava garanzie e Buffon, aggrappato al solo Barzagli, prendeva gol pesanti. La gara contro i rossoneri, forse, ha rappresentato un punto di non ritorno. Al centro della difesa si è rivisto Bonucci e Chiellini, spostato a sinistra al posto del traballante De Ceglie, sembra aver ritrovato convinzione e sicurezza. Basterà? Forse sì ma un rinforzo a gennaio farebbe bene all’intero reparto. I nomi che circolano, per ora, sono due, entrambi brasiliani: Rhodolfo e il romanista Juan. Il primo ha dalla sua la carta d’identità: è del 1986. Il secondo non è giovanissimo (32 anni) ma ha giocato 103 gare in Serie A.
Altro tema caldo in casa bianconera è quello legato alle ali, fondamentali nel gioco di Conte. L’allenatore sognava nomi altisonanti ma si è ritrovato con Krasic, Giaccherini, Pepe ed Estigarribia. Il tecnico leccese ha fatto di necessità virtù ma non ha mancato di far notare i suoi mal di pancia. “Non ho mica Nani o Tevez”, ha detto. Arrivasse uno dei due Conte avrebbe fatto bingo. Ma è difficile che i suoi desideri si realizzino. Tevez è sul mercato ma con un buco in bilancio di 95 milioni di euro, la società se lo potrà permettere?

Napoli – Gli azzurri corrono: in Italia e in Europa.  Mazzarri ha forgiato un gruppo forte e con meccanismi ben oliati in tutti i reparti. La difesa a tre, marchio di fabbrica del tecnico livornese, offre sicurezza. Il centrocampo, con Inler e Gargano in mezzo, copre e imposta senza affanni. Le ali spingono e l’attacco segna gol a raffica.  All’apparenza il Napoli sembra quasi perfetto. Il neo, semmai, è nell’insieme della rosa. L’undici di partenza è di alto livello, ma le riserve? Il centrocampo, con Dzemaili e Donadel, sembra coperto. In difesa, però, le alternative a Cannavaro e Campagnaro scarseggiano. Mazzarri ha provato il turnover nella gara contro il Chievo e i risultati si sono visti: Napoli sconfitto e gioco insoddisfacente. Un intervento di Bigon per rinforzare la difesa sarebbe di buon auspicio L’assenza di una panchina di qualità tocca anche l’attacco. Lavezzi e Cavani girano, ma Pandev e Mascara possono essere delle alternative valide? Un acquisto in avanti potrebbe tornare utile, soprattutto se il Napoli andrà avanti in Champions. Servirebbe uno come Borriello, per esempio: napoletano, di qualità e panchinaro nella Roma di Luis Enrique.

Milan - I rossoneri sono in crisi di risultati. La classifica è impietosa. Urgono rimedi immediati. Il problema più grande per Allegri è svuotare l’infermeria. Recuperare i vari Robinho, Pato, Gattuso, Flamini, Mexes, Taiwo e Abate sarebbe già un bel passo in avanti. Ma il Milan ha anche bisogno di innesti. A centrocampo, innanzitutto. Nocerino non dà qualità, Emanuelson non è adatto e Seedorf, data la cartà d’identità, non può sobbarcarsi tutto il lavoro. Serve un uomo d’ordine, uno in grado di svecchiare il reparto. Il nome caldo è Riccardo Montolivo. Potrebbe arrivare a gennaio. Il Milan farebbe bene a non farselo scappare.  In Spagna, poi, dicono che Berlusconi e Galliani (ri)vorrebbero Kakà. L’impresa non è delle più semplici, soprattutto perché la concorrenza è rappresentata dal ricco Psg di Leonardo.
Anche in attacco c’è qualcosa da puntellare. Pato è sempre infortunato, Inzaghi scalpita ma non è un giovanotto, El Shaarawy va bene ma è ancora troppo giovane e Ibra è alla ricerca di se stesso e delle giuste motivazioni Una punta farebbe felice Allegri.

Inter – I nerazzurri non hanno ancora superato la sindrome d’abbandono dopo l’addio di Muorinho. La squadra, da quando il portoghese è andato via, continua a barcollare. E con lei la società. L’Inter in estate ha fatto cassa con la cessione di Eto’o. Moratti ha investito 36 milioni di euro. Il problema è che lo ha fatto nel modo sbagliato. I vari Alvarez, Castaignos, Zarate e Jonathan dovevano ringiovanire la squadra, ma non si sono rivelati all’altezza. La carretta la tirano ancora Zanetti, Lucio, Cambiasso, Chivu e, quando c’è, Thiagio Motta. A gennaio Moratti dovrà mettere mano di nuovo al portafogli. Un reparto che va rafforzato è il centrocampo (sembra certo l’arrivo di Kucka). Serve anche qualcuno al centro della difesa e la società, a quanto pare, si sta già muovendo cercando nei campionati esteri (Jan Vertonghen dall’Ajax?).  In attacco c’è Forlan: l’inizio non è stato all’altezza della sua fama. Il prosieguo dovrebbe essere migliore. Moratti se lo augura. Ranieri sta già incrociando le dita.