Ramirez, che clausola: un premio per il Bologna in Champions

Calcio
Gaston Ramirez, uruguaiano del Bologna. Uno che non pone limiti alla provvidenza... (Getty)
BOLOGNA, ITALY - OCTOBER 30:  Gaston Ramirez of Bologna FC in action during the Serie A match between Bologna FC and Atalanta BC at Stadio Renato Dall'Ara on October 30, 2011 in Bologna, Italy.  (Photo by Mario Carlini / Iguana Press/Getty Images)

Il fantasista rossoblù ha rinnovato sino al 2016, ma nel contratto ha voluto una postilla economica sulla improbabile qualificazione europea. Dal carnevale di Edmundo ai capricci dei giocatori di baseball americani, quante follie nei contratti. FOTO

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di LORENZO LONGHI

Nella vita, meglio porsi obiettivi imponenti. Crederci, insomma. Gaston Ramirez, trequartista uruguaiano del Bologna, la pensa esattamente così. Già, perché non si spiega altrimenti la richiesta - accordata dal club - di inserire, nel contratto per il rinnovo del giocatore sino al 2016, una clausola che prevede un premio economico personale in caso di qualificazione alla Champions League. Cioè arrivare fra le prime tre. Sì, avete capito bene: Gaston Ramirez, proprio quello del Bologna.

Aspetto tanto singolare quanto divertente, considerando il contesto. Ma Ramirez non è il primo a inserire clausole particolari nei contratti. Ce n'è davvero per tutti i gusti. Edmundo, ai tempi della Fiorentina, chiese al club viola l'inserimento di una clausola che gli consentisse di volare a Rio de Janeiro in occasione del Carnevale. "O Animal", ballerino provetto, partì dunque per il Brasile e vi restò alcune settimane: era la stagione 1998-99 e la Fiorentina, che si era laureata campione d'inverno, iniziò a perdere terreno proprio in quel periodo, quando Batistuta era in ospedale per un infortunio e Edmundo se la godeva nel sambodromo di Rio.

Così, quando nel 2000 l'Everton ingaggiò Paul Gascoigne, fu il club a prevenire eventuali colpi di testa di Gazza facendo inserire nel contratto clausole rescissorie nel caso il giocatore avesse fatto qualcuna delle sue pazzie. Un po' come il Milan per quanto riguarda Antonio Cassano, anche se non in questi termini. In occasione del rinnovo contrattuale di Chiellini, poi, la Juve chiese una sorta di imprimatur sui messaggi Facebook e Twitter del giocatore. E' la nuova era della comunicazione.

Al di là delle richieste dei club, gli atleti danno il meglio quando sono protagonisti assoluti. Difficile, ad esempio, superare il divismo dei miti della Major League del baseball americano che, in fatto di clausole, non hanno rivali. La prima e terza base Troy Glaus firmò nel 2004 con gli Arizona Diamondbacks un contratto che prevedeva 250 mila dollari annui per "personal business expenses". Tradotto nella realtà, erano le spese delle lezioni di equitazione della amata moglie. Troy Percival, lanciatore, nel 2008 mise il suo autografo sul contratto con i Tampa Bay Rays solo dopo essersi assicurato che il club gli avrebbe procurato una Chevrolet Chevelle del 1970. Auto che, due anni dopo, mise all'asta a favore della Rays Baseball Foundation. Lungimirante Bobby Bonilla, nel 1999 esterno e terza base dei New York Mets che, a 48 anni a 10 anni dopo essersi ritirato, dal 1 luglio 2011 percepisce circa 1,2 milioni di dollari annui dal club. Sarà così sino al 2035, quando di anni ne avrà 73. Perché questa rendita? Bonilla, cui i Mets diedero il benservito dopo un anno, avanzava dal club 5,9 milioni. Invece che la singola liquidazione, Bonilla scelse un sicuro vitalizio per 25 anni, strappando una cifra di valore quintuplicato. Mica male, in tempi di crisi...