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15 novembre 2011

Io, Ibra. Zlatan sfoglia il libro dei suoi ricordi

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La copertina del libro Io, Ibra (ed. Rizzoli)

L'autobiografia dello svedese contiene centinaia di aneddoti calcistici legati a luoghi e personaggi da scoprire. I suoi racconti, che partono dall'infanzia, trovano un riscontro su YouTube già dai tempi in qui vestiva la maglia del Malmoe. GUARDA I VIDEO

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di VALERIO SPINELLA

Dal campetto sotto casa a Rosengard alla vittoria dello scudetto e della Supercoppa Italiana con il Milan. Nel mezzo ci sono i campionati vinti con Ajax, Juve, Inter e Barcellona. Ibra può cambiare maglia e Paese, ma il risultato è unico: dove va, fa parlare di sé e vince.

Più di duecentoventi gol in carriera, eppure sono meno di trenta le partite che Zlatan Ibrahimovic ripercorre, tra una storia e l'altra di vita quotidiana, nelle 389 pagine della sua autobiografia, Io, Ibra (ed. Rizzoli). Un viaggio dai sobborghi verso un sogno, storie che raccontano lo Zlatan figlio, fratello, padre, calciatore. Tante le battaglie da superare, in campo e fuori, i racconti che testimoniano la sua amicizia con Maxwell e i siparietti con Mino Raiola, la guerra psicologica con Guardiola, il rispetto per Capello, il feeling con Moratti. E ancora l'amore (agape) per Mourinho, il bel rapporto con compagni come Mellberg, Larsson, Henry e Vieira. Con due costanti: il calcio e la famiglia. Helena e i figli Maximilian e Vincent, unica certezza per far fronte ai momenti difficili.

La città natale di Ibra riveste un ruolo centrale nella sua vita: in particolare il quartiere di Rosengard, che ne forma e delinea il carattere, non lo abbandona mai, in nessuna tappa della sua carriera. Da quando rubava biciclette per gli spostamenti casa-allenamento fino al ritorno a Malmoe per la trasferta amichevole con il Milan lo scorso 14 agosto. Diretto e istintivo (a volte troppo), in conflitto con l'etichetta di "bad boy" spesso inflazionata e usata come arma dalla stampa: quella svedese è sempre pronta a tartassarlo, ma Ibra è più forte e risponde con i fatti, sul campo.
Oppure si rifugia nelle sue passioni: i videogiochi, una vera e propria droga. Le auto, costose e veloci. E i tatuaggi, che scopre negli ultimi anni prendendoci gusto (curioso che ne parli solo a pagina 213).

E' evidente, però, che la prima passione è quella per il calcio, coltivata sperimentando i numeri di Ronaldo e Romario, dopo averne visionato per ore i video al computer. Riuscire a distinguersi in un mondo che lo ha sempre inquadrato come "quello diverso", riuscirci grazie alla sua abilità con il pallone: è qui la chiave del successo di Zlatan.
I suoi ricordi calcistici preferiti, infatti, sono spesso legati a giocate spettacolari piuttosto che a gol decisivi. Dal "sombrero" che ha incantato gli osservatori dell'Ajax nel ritiro estivo in Spagna del Malmoe all'elastico ai danni dello svizzero Henchoz in un Ajax-Liverpool, fino al dribbling che ha ubriacato l'intera difesa del Nac, nella stagione 2004-2005, una prodezza alla Maradona.

Questa autobiografia, trattando fatti che si riferiscono all'ultimo decennio, dà al lettore la possibilità di trovare un riscontro visivo, sul web, dei racconti dell'autore.

Ecco alcuni dei video caricati su YouTube associati alle pagine del libro in cui Ibra descrive le sue azioni preferite:


pag. 96 - "A un certo punto, nel corso del primo tempo, ricevetti un passaggio da destra, mi trovavo appena fuori dell'area di rigore. Erano le 15.37, se dobbiamo credere al filmato un po' tremolante che si trova su Youtube. All'improvviso vidi la possibilità per una giocata. Era una di quelle visioni che mi si creano semplicemente nella testa..."
pag. 127 - "...provai a fare una finta praticamente da fermo, un giochetto fighissimo che Ronaldo e Romario facevano spesso. [...] Avevo utilizzato quella finta molte volte al Malmoe, in Seconda Divisione, ma mai contro un difensore di livello mondiale come Henchoz... [...] Prima sono andato a sinistra, e lui pure. Poi sono andato a destra, e lui pure. Quindi me ne sono andato sulla sinistra, e allora lui è andato a comprarsi una salsiccia".
pag. 150 - "Ero bloccato verso la linea di fondo. Feci un doppio passo spostandomi verso sinistra ma allora mi stavano addosso entrambi. Sembravo chiuso ma poi indovinai un'apertura in mezzo a loro, un piccolo corridoio, e ancora prima di finire di pensarci c'ero passato attraverso ed ero in area: vidi uno spiraglio e tirai a giro sul secondo palo, la palla colpì il legno e finì in rete. Impazzii."
pag. 188 - "Tutti esultavano e urlavano, tutti erano in piedi e saltavano, tutti tranne uno, ovviamente. La telecamera fece una carrellata sugli spalti in delirio fino ad arrivare su Rafael Van der Vaart."
pag. 236 - "C'è troppo silenzio, e Olof scuote la testa. Sarà andata fuori. Ma poi io alzai le braccia e iniziai a correre come un pazzo dietro la porta con il sorriso sulle labbra, allora lo stadio si ridestò."
pag. 287 - "C'è un filmato, su YouTube, del derby che giocammo contro quando lui andò al Milan: ci sono io, a centrocampo per il fischio d'inizio, che mastico una cicca e non gli stacco gli occhi di dosso, come se non riuscissi a capacitarmi di essere sullo stesso campo con lui."

pag. 96 GOL SPETTACOLO A LA MANGA

pag. 127 L'ELASTICO A HENCHOZ

pag. 150 IL DEBUTTO IN CHAMPIONS

pag. 188 AJAX-NAC, IL GOL DELL'ANNO

pag. 236  LA RETE ALL'UNGHERIA

pag. 287 CONTRO RONALDO NEL DERBY


Gli altri video imperdibili:
pag. 178 Il gol di tacco all'Italia - "Un po' tipo mossa kung-fu. Nelle fotografie si vede il mio tacco all'altezza della spalla"
pag. 224 Golazo all'Olimpico contro la Roma - "...tirai una mina di esterno destro all'incrocio"
pag 291-292 La doppietta che vale lo scudetto, in Parma-Inter - Dejan Stankovic si gettò in ginocchio sull'erba bagnata, sembrava stesse pregando e ringraziando gli dei"
pag. 300 Il gol alla Grecia ad Euro2008 - "...su una rimessa in gioco da destra chiesi un uno-due rapido a un compagno e poi sparai la palla d'esterno destro direttamente all'incrocio."
pag 309 3 ottobre 2008, la rete di tacco al Bologna - "Un gol incredibile, infatti fu poi votato come il più bello dell'anno."
pag. 316 Il pallonetto alla Reggina - "Tutto lo stadio esultò, tutti tranne Mourinho, ovviamente, senza espressione in panchina e con l'aria un po' cupa. Come al solito, insomma."
pag. 318 Inter-Lazio, gol e polemica con i tifosi - "Tappatevi la bocca, questa è la mia risposta, voi fischiate e io faccio gol"
pag. 323 Gol di tacco all'Atalanta: Ibra capocannoniere - "Avevo dovuto vincere la classifica marcatori all'ultima giornata, con un colpo di tacco"
pag. 341 La rete nel primo clasico Barça-Real - "Lo stadio si svegliò come un vulcano: fu come se qualcuno avesse all'improvviso alzato il volume al massimo, e io sentii quella botta in tutto il corpo"
pag. 344 Doppietta all'Arsenal in Champions: il primo gol - "...ricevetti una palla lunga da Piqué e scattai in profondità: avevo un difensore addosso, arrivai davanti al portiere indeciso se uscire definitivamente dalla porta o no e lo superai con un pallonetto"
pag. 344 Doppietta all'Arsenal in Champions: il secondo gol - "Stavolta niente pallonetto, tirai una cannonata d'esterno destro e fu il 2-0 per noi"

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