Scommesse, Modena-Siena nel mirino della Procura federale

Calcio
Massimo Mezzaroma, presidente del Siena. La sua posizione è al vaglio della Procura federale nell'ambito dell'inchiesta sul calcio scommesse (Foto Getty)
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L'indagine si allarga a un match di B del febbraio 2011. Tra le posizioni al vaglio anche quella della squadra toscana e del presidente Mezzaroma. Il club, allora allenato da Conte, tirato in ballo da Gervasoni. Giocatori emiliani avrebbero preso soldi

Tra le posizioni al vaglio oggi dalla Procura federale, nell'ambito del Calcioscommesse, c'era anche quella del Siena e del suo presidente Massimo Mezzaroma (la cui audizione, in programma per oggi, è stata rinviata a data da destinarsi per motivi di salute del numero uno senese). A tirare in ballo il club bianconero è ancora una volta Carlo Gervasoni, che, nell'interrogatorio del 12 marzo scorso, dichiarò ai pm di Cremona: "Gegic (uno del gruppo degli "zingari", ndr) mi riferì di aver appreso da un suo amico del Kazakhstan che il presidente del Siena diede dei soldi ai giocatori del Modena Tamburini e Perna per vincere l'incontro Modena-Siena terminato 0-1. L'incontro è stato il 26 febbraio 2011".

E proprio i due giocatori sono stati sentiti oggi pomeriggio dal pool del procuratore Stefano Palazzi. Prima Juri Tamburini, rimasto a colloquio 25 minuti, e poi Armando Perna, 20 minuti. "E' andata..." si è limitato a dire all'uscita Tamburini. A confermare che la partita sotto la lente degli inquirenti è quella hanno pensato il suo legale, Stefano Vitale, e, ancor di più, Eduardo Chiacchio, avvocato di Perna. "Ha risposto a poche domande circostanziate", ha dichiarato Vitale.

"E' tutto normale, come tutte le audizioni. Quello che gli viene contestato l'avete letto sui giornali, riguarda il Modena e una squadra toscana. Quello che abbiamo detto corrisponde alla verità dei fatti: Perna non sapeva nulla di queste cose", ha spiegato invece Chiacchio.