L'imprenditore asiatico che ha comprato il 70% dell'Inter ha imparato la lezione di papà Teddy che gli disse: "Sarai un avventuriero". Proprietario di una holding che fattura 12 miliardi di € sa che il business funziona solo se accompagnato dalla passione
di Silvia Vallini
Sarai un avventuriero, gli disse papà Teddy, co-proprietario della Astra International, una holding che nel 2012 ha fatturato 12 miliardi di euro. Erick era poco più di un ragazzino, aveva chiesto al padre perché avesse scelto per lui quel nome. Erick The Red, si sentì rispondere, era un vichingo, un esploratore norvegese, primo europeo a raggiungere la Groenlandia e a fondarvi un insediamento nordico.
Erick guardò il fratello battezzato Garibaldi e capì che avrebbe fatto quel che c'era scritto in quelle poche lettere. Poi ne ha scelte altre per guidare la sua azione. C - I - R - I - ciri, acronimo inglese emerso dagli studi americani. Creatività, Potenziamento, Risultati, Ispirazione. Chi non è creativo può restare a casa, dice ai dipendenti del suo impero. Ha scelto le telecomunicazioni contrariamente a quanto la famiglia si aspettasse. Perché il business funziona solo se accompagnato dalla passione. E con la stessa mentalità si avvicina all'Inter. Con l'obbiettivo tra gli altri di migliorare le prestazioni della società.
Implementation - appunto. E poi i risultati. I vertici da raggiungere in qualche anno, ma affinché lì, tra le dieci al mondo, l'Inter rimanga a lungo. Non tutto subito. Non acquisti di stelle, ma costruzione di una squadra vincente nel tempo. Avventuroso sì, ma determinato. Dare il meglio sempre, la sua idea fissa, accostarsi alla sfida come un leader che si assume la responsabilità di decisioni e conseguenze, senza lamentarsi degli altri se qualcosa non va.
Ha risposto così a chi gli chiedeva perché avesse abbandonato il ruolo di capo della delegazione indonesiana alle Olimpiadi di Londra dopo che non era arrivata nessuna medaglia d'oro. Creatività, Forza a lungo termine, Risultati, lavoro di gruppo perché da soli non si ottiene nulla: tutto applicabile allo sport e poi Ispirazione. Ciri. La terra di Erick il vichingo.
Sarai un avventuriero, gli disse papà Teddy, co-proprietario della Astra International, una holding che nel 2012 ha fatturato 12 miliardi di euro. Erick era poco più di un ragazzino, aveva chiesto al padre perché avesse scelto per lui quel nome. Erick The Red, si sentì rispondere, era un vichingo, un esploratore norvegese, primo europeo a raggiungere la Groenlandia e a fondarvi un insediamento nordico.
Erick guardò il fratello battezzato Garibaldi e capì che avrebbe fatto quel che c'era scritto in quelle poche lettere. Poi ne ha scelte altre per guidare la sua azione. C - I - R - I - ciri, acronimo inglese emerso dagli studi americani. Creatività, Potenziamento, Risultati, Ispirazione. Chi non è creativo può restare a casa, dice ai dipendenti del suo impero. Ha scelto le telecomunicazioni contrariamente a quanto la famiglia si aspettasse. Perché il business funziona solo se accompagnato dalla passione. E con la stessa mentalità si avvicina all'Inter. Con l'obbiettivo tra gli altri di migliorare le prestazioni della società.
Implementation - appunto. E poi i risultati. I vertici da raggiungere in qualche anno, ma affinché lì, tra le dieci al mondo, l'Inter rimanga a lungo. Non tutto subito. Non acquisti di stelle, ma costruzione di una squadra vincente nel tempo. Avventuroso sì, ma determinato. Dare il meglio sempre, la sua idea fissa, accostarsi alla sfida come un leader che si assume la responsabilità di decisioni e conseguenze, senza lamentarsi degli altri se qualcosa non va.
Ha risposto così a chi gli chiedeva perché avesse abbandonato il ruolo di capo della delegazione indonesiana alle Olimpiadi di Londra dopo che non era arrivata nessuna medaglia d'oro. Creatività, Forza a lungo termine, Risultati, lavoro di gruppo perché da soli non si ottiene nulla: tutto applicabile allo sport e poi Ispirazione. Ciri. La terra di Erick il vichingo.