Mazzarri: bilancio positivo, arrivo in un momento difficile

Calcio
L'allenatore dell'Inter Walter Mazzarri fa un bilancio dei suoi primi mesi in nerazzurro

L'allenatore dell'Inter tira le fila prima che si chiuda l'anno, sottolineando la fase storica particolare della società nerazzurra. E la speranza è che il 2014 riservi liete sorprese. Sul futuro: "Da sempre mi piace il calcio spagnolo"

Il bilancio fin qui è soddisfacente, almeno sotto alcuni aspetti. Si può sempre fare meglio e lui ci proverà, sperando che il 2014 riservi qualche lieta sorpresa. L'importante è remare tutti nella stessa direzione. Per Walter Mazzarri i primi sei mesi all'Inter "sono stati ottimi. Se poi si entra nello specifico, visto che, soprattutto in Italia, al di là delle prestazioni, della crescita, di tutto quello che si vede, dello spettacolo offerto, si valuta purtroppo solo sulla base dei risultati, allora guardando la classifica si può dire che potevamo avere 4-5 punti in più per quello che abbiamo espresso sul campo", è l'analisi del tecnico nerazzurro ai microfoni di Sky Sport. Del resto le difficoltà non sono mancate.

"Ho avuto molti più motivi qui per avere i capelli bianchi che in altre piazze in cui sono stato - continua - Non sono stato fortunatissimo perchè l'Inter è un club da sempre nell'immaginario di ogni allenatore ma sono arrivato in un momento particolare nella storia di questa società. Mi sarebbe piaciuto venire in un momento storico un po' diverso ma in carriera ho dimostrato di essere capace di accettare qualsiasi progetto, l'importante è che ci sia chiarezza fra me, la società e l'ambiente. Quando si è chiari in queste tre componenti e siamo concordi sulle linee programmatiche e su quello che si promette ai tifosi, ben vengano tutte le proposte, tutti i progetti". La sfida nerazzurra è stata comunque accettata ben volentieri dal tecnico di San Vincenzo. "Sono uno che si è sempre dovuto sudare tutto, non trovo mai la strada spianata ma sono molto soddisfatto e appagato di quello che ho fatto nella mia vita".

Guardando all'anno che verrà, dunque, "credo, spero e vorrei che il 2014 sia in linea con gli altri anni che ho fatto e mi auguro che per tutti noi che ci riservi le migliori soddisfazioni. Non sono tipo da fare promesse o proclami ma daremo il massimo, daremo tutto quello che abbiamo dentro perchè i tifosi dell'Inter tornino a sentirsi competitivi come ai vecchi tempi", l'impegno di Mazzarri, che accoglierebbe ben volentieri qualche rinforzo. "Ma non sono io che dico al presidente, alla società cosa si deve fare - mette in chiaro - Le potenzialità, il budget e tutta una serie di parametri li sa la società e in base a quello che mi dirà il presidente dirò le mie idee. Ho esperienza per affrontare qualsiasi tipo di programma, di
progetto, da professionista mi sono sforzato di stare attento, di dare tutto il meglio di me ai giocatori". In un futuro
imprecisato, avesse l'occasione di allenare all'estero, Mazzarri opterebbe per la Liga. "Da sempre mi piace il calcio
spagnolo, mi piace la mentalità, la cultura del gioco, il pensare più al gioco che al risultato, il finire una partita e
ricevere gli applausi anche se magari hai perso". Ma emozioni come quelle del derby sono impagabile. "E' normale che quando entri a San Siro e lo fai da allenatore dell'Inter, contro il Milan, con lo stadio pieno, vivi un'emozione che vale la pena provare - confessa Mazzarri - Figurarsi quando arriva dopo tanta gavetta, dopo tante esperienze. E quando dopo il derby vai a letto, ti dici che, a prescindere dal risultato, è stato importante averlo vissuto".