LA FOTOGALLERY. Prima della mancata stretta di mano a Ventura che è costata a Pellè l'esclusione dalla Nazionale sono passati alla storia tanti gesti di stizza di campioni sostituiti: il Divin Codino accusò Sacchi, Chinaglia mandò a quel paese Valcareggi
Una mancata stretta di mano al momento della sostituzione, un "atto irriguardoso", per il Ct Ventura. Pellè paga con l'esclusione dalla Nazionale il suo gesto, ma non è certo il primo ad essersi ribellato con la maglia Azzurra addosso -
Pellè, le scuse non bastano: fuori dalla Nazionale
Il rapporto conflittuale più celebre è probabilmente quello tra Chinaglia e Valcareggi -
Pellè, le scuse non bastano: fuori dalla Nazionale
Bisogna tornare al Mondiale del 1974 per assistere alla rottura tra i due: Italia-Haiti, gli Azzurri sono in difficoltà e vanno sotto 1-0, ma alla fine riescono a rimontare. Dopo il gol del 2-1, però, Valcareggi richiama in panchina Chinaglia e manda in campo Anastasi "per allargare il gioco" -
Pellè, le scuse non bastano: fuori dalla Nazionale
Chinaglia non la prende affatto bene ed esce dal campo senza degnare il Ct di uno sguardo, accompagnando la sua corsa con un eloquente gesto. Per la cronaca: Anastasi segnerà il gol del definitivo 3-1 -
Pellè, le scuse non bastano: fuori dalla Nazionale
Altrettanto famoso il labiale di Roberto Baggio a Usa '94, dopo essere stato richiamato in panchina da Sacchi. Contro la Norvegia, con Pagliuca espulso, il Ct sceglie di rinunciare proprio al Divin Codino per mandare in campo Marchegiani. "Questo è matto", commenta Baggio in mondovisione quando vede il numero 10 sul tabellone del cambio -
Pellè, le scuse non bastano: fuori dalla Nazionale
Da Baggio a Signori: anche il "gemello" del Divin Codino ebbe più di qualche incomprensione con Sacchi, legate soprattutto a questioni tattiche. Il Ct lo schierava esterno di centrocampo e gli chiedeva sacrificio, lui, capocannoniere della Serie A, chiedeva un posto in attacco. Motivo per cui, si racconta, arrivò a rifiutarsi di giocare la finale del Mondiale americano -
Pellè, le scuse non bastano: fuori dalla Nazionale
Non ci sono di mezzo scenate al momento del cambio, ma con Sacchi si chiuse anche l'avventura di Vialli in Nazionale. Un rapporto tormentato, quello tra l'attaccante e la maglia azzurra, culminato con la rottura quando in panchina arrivò l'Arrigo secondo il quale Vialli toglieva "armonia allo spogliatoio" -
Pellè, le scuse non bastano: fuori dalla Nazionale
Da Vialli a Mancini il passo è breve: anche per lui la maglia della Nazionale ha significato più delusioni che gioie. Nel caso del Mancio si ricorda sempre la polemica con Bearzot, dopo una fuga dal ritiro durante una tournée azzurra a New York, nel 1984. Mancini, orgoglioso, non chiamerà mai Bearzot per scusarsi, giocandosi la Nazionale fino all'arrivo di Vicini -
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Lo riconoscete? Andrea Carnevale, a Italia '90, era l'attaccante titolare della Nazionale, in coppia con Vialli. Nella partita d'esordio del Mondiale, però, gli Azzurri non si sbloccano contro l'Austria e Vicini sostituisce Carnevale, che rivolge al Ct parole poco dolci -
Pellè, le scuse non bastano: fuori dalla Nazionale
Vicini, però, ci aveva visto giusto: la stella di Schillaci, subentrato, inizia infatti a brillare e l'Italia non potrà più fare a meno dell'attaccante siciliano -
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In tempi più recenti, Prandelli è stato una sorta di figura paterna per il "bad boy" Balotelli. Proprio a SuperMario affidò le chiavi dell'attacco al Mondiale del 2014 -
Pellè, le scuse non bastano: fuori dalla Nazionale
Nella gara decisiva contro l'Uruguay, però, Balotelli riesce a far perdere la pazienza persino a uno come Prandelli. Negli spogliatoi, durante l'intervallo, il Ct chiede a Mario di cambiare atteggiamento e minaccia di sostituirlo, l'attaccante replica e il tecnico lo lascia fuori. Nasce così la frattura nel gruppo azzurro (soprattutto con i senatori), evidenziata dall'immagine di Balotelli che assiste al secondo tempo dalla panchina, solo e in silenzio -
Pellè, le scuse non bastano: fuori dalla Nazionale