Roma e Sassuolo, vincere comunque. Al di là del campo

Calcio

Paolo Ghisoni

SKY GIOVANI AZZURRI. Al Torneo di Gallipoli la prima "assoluta" tra due club di A all'insegna dell'autogestione, senza allenatore a guidare gli Esordienti. E l'esito del verdetto numerico passa nettamente in secondo piano

Quante volte abbiamo sentito la frase riferita ad una gara di calcio "Peccato per il risultato! Avrebbero dovuto vincere entrambe...". Ecco , al Trofeo Caroli Hotels di Gallipoli la sperimentazione della Giovane Italia in campo ha reso possibile questo ipotetico paradosso.

Ovvero nella sfida tra Sassuolo e Roma, prima "assoluta" tra due club di A all'insegna dell'autogestione, l'esito del verdetto numerico passa nettamente in secondo piano. Perché vedere due ragazzi 2005 per parte , nelle vesti di Mister in pectore, giocarsi la loro sfida a suon di variazioni tattiche e consigli non si vede (purtroppo) tutti i giorni.

Ma ancor più non assistiamo con maggiore rammarico a scene di assoluta serenità nel vivere un match di pallone come quelle che vi documentiamo. I due allenatori "veri" in tribuna insieme a vivere la gara chiacchierando amabilmente dei pregi ( e difetti) dei rispettivi effettivi in campo.

Con il contorno unico di genitori tifosi al loro fianco preoccupati esclusivamente di incitare calorosamente i propri colori. 60 minuti di ossigeno puro per il calcio giovanile. Zero insulti o gesti/ parole fuori posto. Quindi un modello educativo genuino, sano, che ridia normalità ad un ambiente in mano a maleducazione e ignoranza, è (ri)costruibile e applicabile? Giudicate voi ...

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