Caso Ozil, il presidente della Federcalcio tedesca Grindel chiarisce: "Non c'è stato razzismo"

Calcio

Il numero uno della Dfb si è soffermato sul caso Ozil, sottolineando come nelle sue parole non ci sia mai stata traccia di razzismo: "Ogni forma di ostilità è intollerabile e inaccettabile"

ÖZIL E LA FOTO CON ERDOGAN: "RISPETTO LE MIE ORIGINI"

La questione Ozil continua a far discutere in Germania, coinvolgendo nella discussione anche il presidente della federcalcio tedesca, Rheinard Grindel. La foto in cui il giocatore dell’Arsenal viene ritratto insieme al presidente turco Erdogan ha dato il via ad una serie di polemiche, sulle quali si è soffermato anche il numero uno del calcio tedesco. "C'è stato un abuso di slogan razzisti sulla foto – le parole di Grindel - come presidente avrei dovuto dire senza ambiguità ciò che è evidente per me personalmente e per tutti noi come federazione: ogni forma di ostilità razzista è intollerabile e inaccettabile. I valori della DFB sono anche i miei valori, diversità, solidarietà, anti-discriminazione e integrazione sono tutti temi che mi stanno particolarmente a cuore. Ammetto che le critiche contro di me mi hanno colpito.  Mi dispiace ancora di più per i miei colleghi, i tanti volontari e i lavoratori della DFB che sono stati collegati al razzismo, cosa che respingo con fermezza sia da parte dell'associazione che da parte mia personale. Durante il mio periodo alla Dfb, ho sperimentato che il calcio può fare integrazione"

La ricostruzione

A coinvolgere nella polemica Grindel ci ha pensato proprio Mesut Ozil che, nel momento di annunciare il proprio addio alla Nazionale tedesca, ha sparato a zero contro il presidente della Dfb: "Agli occhi di Rheinard Grindel, il presidente della nostra federazione, io sono tedesco quando la Mannschaft, la nostra nazionale, vince. Ma sono un immigrato quando perdiamo" le parole di Ozil, che ha giocato l'ultima partita con la Germania ai Mondiali di Russia 2018, conclusi per la Mannschaft con l’eliminazione nella fase a gironi.

Le accuse di Hoeness

Chi non ha preso bene la decisione di Özil è stato Uli Hoeness, presidente del Bayern Monaco, che ha aspramente criticato il giocatore sulle pagine della Bild: "Sono contento che il fantasma se ne sia andato - ha detto parlando del talento dell’Arsenal - Ha passato anni giocando da schifo. L’ultima partita da grande giocatore in nazionale l’ha fatta prima del 2014, vuole nascondere il suo rendimento pietoso dietro quello che si è scatenato dopo la foto con Erdogan”. E ancora: “Ogni volta che abbiamo giocato contro l’Arsenal cercavamo lui, sapevamo che era il punto debole della squadra. Brilla solo quando gioca contro San Marino… Ha 35 milioni di ‘followers’ che nel mondo reale non esistono: pensano che sia straordinario solo perchè gioca un passaggio filtrante".

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