Quando Messi segnò 12 gol in un provino con il River Plate. E non lo superò

Calcio

A distanza di anni un ex allenatore delle giovanili del River Plate racconta l'incredibile provino sostenuto dalla Pulce: gol a grappoli e numeri da campione che non bastarono a convincere il consiglio del club. "Mi dissero che avevamo già tanti giocatori con quelle qualità"

Non gli bastarono 12 gol segnati in un unico provino: evidentemente i funzionari del River Plate si aspettavano di più da quel ragazzino che giocava nel Newell's Old Boys e rispondeva al nome di Leo Messi. Sono passati ormai diversi anni da quel pomeriggio infarcito di gol, ma evidentemente c’è chi ancora non se l’è scordato, consapevole di come un “sì” avrebbe potuto cambiare il corso della storia del calcio. A uscire allo scoperto è Eduardo Abrahamian, all’epoca allenatore delle giovanili del River, che ricorda di come il club fosse rimasto freddino dinanzi alle meraviglie messe in mostra da Messi: "Mi impressionò davvero in quel provino: era piccolo, ma non era un problema per noi visto che stavamo valutando le sue capacità tecniche. E ne aveva in abbondanza", ha confidato Abrahamian a Marca. Eppure, nonostante quella grande prima impressione, il consiglio del club pensò che non valesse la pena fare quel tipo di investimento in quel momento.

La "vendetta" di Messi

“Era davvero impressionante. Segnò circa 12 goal, fu incredibile: la sua tecnica, il ritmo, il modo in cui superava gli altri giocatori. Chiamai il direttore generale del club e gli dissi di venire perché avevamo qualcosa di veramente sorprendente. Lo volevo fortemente, ma avevo bisogno di trovare una sistemazione per suo padre, in modo da poter portare tutta la sua famiglia. Io lo volevo perché non si vede un giocatore come Leo ogni giorno. Diedi la mia opinione dicendo che non si poteva lasciare andare un giocatore come Messi, ma mi fu detto che avevamo già molti giocatori con quelle qualità”. Lo sfogo di Abrahamian si chiude con un paragone interessante sulla capacità di fare investimenti, di cui difettò il River: “Quando il Boca investì su Diego Maradona, lui aveva già giocato nella Primera con l’Argentinos Juniors, ma il Boca prese una decisione che poi ha dato i suoi frutti. Il River avrebbe dovuto fare lo stesso con Messi”.

La vendetta di Messi? Alla fine è arrivata, nel dicembre 2015, quando l'ormai "suo" Barcellona si giocò contro il River il Mondiale per Club: 3-0 aperto proprio da un gol della Pulce e poi arrotondato dalla doppietta di Suarez. Chissà come sarebbe finita se quel giorno...

Eduardo Abrahamian è ancora oggi incredulo quando racconta la vicenda del giovane Messi e dei suoi 12 gol

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