Sport&Law: agenti sportivi, le nuove normative. Dalla deregulation alla “re-regulation”

Calcio

Pierfilippo Capello e Andrea Bozza*

Un focus sulla figura degli intermediari: solo nel 2018 nel calcio le commissioni pagate agli agenti hanno superato i 548 milioni di dollari. La FIFA ha annunciato una riforma che partirà dal 2020. Ecco le novità norme e cosa cambierà

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L’attività di intermediazione è un fenomeno storico, ma in continua crescita nello sport professionistico e nel calcio in particolare. Nel solo 2018 nel calcio le commissioni pagate agli agenti hanno superato i 548 milioni di dollari, mentre nel 2013 il valore delle commissioni era inferiore a un terzo di questa cifra.

Forse anche per questo, la FIFA ha annunciato una sostanziale riforma a partire dal 2020 che dovrebbe riguardare non solo la figura dell’agente, ma l’intera normativa sui trasferimenti dei calciatori.

Ad oggi, la normativa (in vigore dal 2015) è quella delle Regulations on working with intermediaries della FIFA che stabiliscono gli elementi sostanziali dell’attività di intermediazione (i minimum requirements, per usare la terminologia FIFA) che devono essere recepiti da parte di tutte le Federazioni nazionali.

Ciascuna Federazione nazionale, nel rispetto delle norme FIFA, ha poi disciplinato in maniera autonoma l’attività che gli intermediari svolgono in ambito nazionale.

Per la redazione delle nuove norme, la FIFA ha creato si è affidata allo Stakeholders Committee e, a quanto è dato sapere, il Committee si è orientato nella direzione di utilizzare il controllo dei flussi finanziari come elemento centrale della nuova regolamentazione.

Infatti si parla della creazione di una c.d. clearing-house, un organo al quale dovranno essere trasmesse tutte le informazioni sui contratti che regolano i rapporti tra agenti, calciatori e club a livello mondiale. Le informazioni contenute in questo database saranno poi confrontate con i valori di tutti i trasferimenti, al fine di verificare che i pagamenti siano conformi alle normative e agli accordi in essere.

La medesima clearing-house potrebbe poi essere utilizzata come camera di compensazione, facendo sì che tutti i pagamenti relativi a un transfer siano fatti nelle casse della house la quale, al mercato chiuso, provvederà a pareggiare tutti i rapporti dare-avere.

Altra novità di questa riforma dovrebbe riguardare l’obbligo, per gli agenti, di seguire dei corsi di aggiornamento e di a munirsi di un’assicurazione per la responsabilità professionale, riprendendo i principi da tempo applicati alle principali categorie professionali riconducibili analogicamente a quella degli agenti di calciatori.

La riforma, così come prospettata, andrebbe ad incidere anche sull’attività di intermediazione svolta da genitori, fratelli o coniugi dell’atleta: infatti, fino ad oggi questi soggetti potevano agire come procuratori del loro congiunto senza la necessità di iscrizione ad albi, superamento di esami o altro. Nel caso in cui la riforma dovesse realizzarsi, anche a costoro sarebbe invece imposto il superamento dell’esame abilitativo e l’iscrizione all’albo, nel rispetto della normativa FIFA.Discorso a parte per gli avvocati (anch’essi catalogati come “soggetti esenti”) che, dovrebbero poter continuare a svolgere l’attività di agenti anche in assenza di un riconoscimento ufficiale da parte della FIFA: ma al momento le informazioni sul punto sono piuttosto vaghe.

Infine, la FIFA pensa di introdurre un fee cap, cioè un limite di valore, per le commissioni degli agenti. Tuttavia quest’ultima ipotesi potrebbe incontrare diversi ostacoli sul suo cammino, in quanto alcuni commentatori hanno già sollevato dubbi sulla compatibilità di tale previsione con le norme europee ed internazionali in materia di restrizioni alla concorrenza.

Nulla si sa, invece, della possibilità per la FIFA di avocare a sé le controversie relative agli agenti, che ad oggi sono lasciate al di fuori della giurisdizione sportiva.

Infine, poiché in Italia l’attività dell’agente di calciatori è regolata, oltre che dalla disciplina FIGC con il "Regolamento per i servizi di procuratore sportivo, anche dalle norme di diritto ordinario (la Legge di bilancio 2018 ha introdotto per chiunque voglia svolgere l’attività di agente di sportivi professionisti l’obbligo di iscriversi a un apposito albo, gestito direttamente dal CONI, ed accessibile solo a seguito del superamento di un esame), dovrà essere affrontato il tema della compatibilità della riforma FIFA con le delle norme statuali attualmente in vigore.

 

Pierfilippo Capello, avvocato specializzato in diritto dello sport, a livello nazionale e internazionale, con ampia expertise in materia di regolamentazione sportiva, contenziosi commerciali e arbitrati sportivi.

Andrea Bozza, avvocato specializzato in diritto dello sport, competition/antitrust e diritto UE, con un focus su operazioni straordinarie (trasferimenti di atleti e acquisizioni di club) e contrattualistica sportiva.

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