Assemblea Eca a Malta: si discutono le nuove competizioni europee

Calcio

Francesco Cosatti

Andrea Agnelli e gli altri membri dell'Eca riuniti in un'assemblea straordinaria a Malta, con ospite il responsabile delle operazioni Uefa, Giorgio Marchetti: principale argomento di discussione la bozza di riforma delle competizioni europee

LA PRIMA IDEA DELLE "NUOVE COPPE"

Ritrovarsi a giugno nel cuore del Mediterraneo è un'ottima idea per una vacanza. Ma l’ECA, l’associazione dei club europei, ha fatto di più. Ha portato oltre 200 delegati dei club d’Europa per discutere di calcio. Soprattutto del futuro delle competizioni del post 2024, per un’assemblea speciale generale che segna il punto di partenza sulle considerazioni fattuali delle nuove competizioni.

Un’assemblea generale con un ospite d’eccezione: Giorgio Marchetti, responsabile delle operazioni Uefa, presente non certamente a caso, che ha spiegato la prima bozza. La prima piramide delle competizioni tra Europa League 2, Europa League e la punta - di diamante - la nuova e contestata Champions League.

Praticamente in contemporanea veniva diffusa una lettera di invito del presidente UEFA Ceferin che invita i board di ECA e delle leghe europee per un incontro a tre a Nyon per il prossimo 11 settembre. Un’assemblea di apertura per trovare un dialogo comune vista la spaccatura tra club e federazioni. A Malta, insieme ad Andrea Agnelli che ha trovato una gigantesca pubblicità della sua Juventus al suo arrivo, c’erano tanti dirigenti del calcio italiano: da De Laurentiis a Lotito, arrivati insieme a Baldissoni della Roma, Antonello e Gardini dell’Inter, Gazidis per il Milan e  le grandi d’Europa. Psg, Chelsea, Real Madrid. Ma l’attenzione su Agnelli nel corso del suo speech ha voluto abbracciare tutto il calcio europeo. Con un discorso profondamente “europeo”.

“Noi abbiamo una visione collettiva - ha detto il presidente dell’ECA - ciascuno di noi arriva da Stati differenti con federazioni diverse con differenti problemi e opportunità. Ma dobbiamo provare a dare una risposta che provi a indirizzare il calcio europeo come un totale - e non individuale - mercato”.
Agnelli ha fatto poi l’esempio dell’Ajax “che quest’anno è arrivato in semifinale di Champions, ha vinto campionato e coppa ma lo stesso dovrà partire dalle qualificazioni in Champions. Come può l’Ajax crescere?”. Poi ancora un passaggio decisamente forte sulla volontà comune che deve guidare l’ECA: “Se vogliamo trovare soluzioni per il bene del calcio europeo, dobbiamo fare un passo indietro e un passo in avanti e provare a guardare le cose da un livello differente. Noi come tedeschi dobbiamo pensare: 'Quali sono i problemi dei polacchi?'. Noi come italiani, dobbiamo pensare: 'Quali sono i problemi del Belgio?'. Noi come spagnoli dobbiamo pensare: 'Quali sono i problemi degli austriaci?'. Noi dobbiamo provare a metterci ciascuno nelle scarpe dell’altro e capire qual è la migliore soluzione andando avanti. Oggi è l’inizio del Processo di consultazione. Ci sono tante cose da discutere ma anche molto tempo per farlo. Voglio essere sicuro che troveremo insieme una soluzione per il bene del calcio europeo”.

Insomma, Malta segna un punto preciso nella costituzione delle competizioni europee con una sentenza che spiega la profondità del lavoro che c’è da fare: “La riforma non è per i big club. Ma questa riforma riguarda l’Europa”.

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