Master Uefa per ex giocatori: Julio Cesar, Kakà e Drogba aderiscono al MIP
Tanti i campioni che, dopo aver vinto tutto, si sono iscritti al corso della Uefa: l’obiettivo è convertire la loro esperienza da top player in competenze manageriali per iniziare una seconda carriera lontano dal campo
Da compagni di nazionale a compagni… di banco. Julio Cesar e Kakà, protagonisti insieme con il Brasile e da avversari in tanti derby di Milano, sono solo alcuni dei campioni che si sono iscritti al programma “Executive Master for International Players” (MIP) della UEFA, un corso studiato per fornire agli ex giocatori internazionali le competenze professionali necessarie per iniziare una seconda carriera nel mondo del calcio
L’ex portiere dell’Inter è uno dei nomi di spicco del corso di formazione Uefa, che avrà la durata di 20 mesi
Protagonista assoluto nella stagione del Triplete, il brasiliano vestirà ora i panni dello “studente”. Tra gli argomenti del corso, ruolo e competenze di un manager, marketing strategico e comunicazione, stadi e gestione delle operazioni in loco
In tutto sono 30 gli ex nazionali iscritti alla terza edizione del corso MIP, formato da sette sessioni dalla durata di una settimana che si svolgeranno nelle principali città del mondo. Inoltre ai giocatori che non lavorano già nel settore verrà richiesto di completare un tirocinio di tre mesi che offrirà loro esperienze pratiche quotidiane
Anche Kakà figura tra gli iscritti. Alla base della sua decisione, l'opportunità di conoscere il marketing e l'amministrazione del calcio. Il brasiliano ha anche ricevuto recensioni entusiastiche sul corso dal suo amico Raí, che oggi lavora come direttore sportivo al San Paolo
"Amo il calcio, amo giocarci, amo studiarlo, amo guardare le partite e penso che questo sia il modo migliore per conoscere molti altri aspetti del calcio", ha affermato Kakà
"Voglio saperne di più sugli aspetti finanziari, sul marketing, sull'amministrazione e su tanti altri aspetti di questo sport che comunque conosco abbastanza bene, per rientrare da protagonista nel mondo del calcio"
Storia simile quella di Didier Drogba: l'ex attaccante del Chelsea, ritiratosi quasi un anno fa, parlando con Geremi (ex centrocampista di Real Madrid e Chelsea, che ha già frequentato il corso) ha capito che questo programma Uefa poteva fare al caso suo
“Da calciatore ho capito l'impatto che noi calciatori abbiamo sui tifosi e su tutti coloro che gravitano nel mondo del calcio. Quando ho smesso di giocare ho pensato: 'Come posso continuare ad avere lo stesso impatto senza giocare, senza usare il mio fisico, le mie gambe e il mio cuore?'. Il modo migliore era usare il mio cervello e pensare a come rimanere nel calcio assumendo però incarichi manageriali”
“Sono qui – ha spiegato Drogba – per ottenere tutti gli strumenti e le competenze necessarie per migliorare non solo come persona ma anche come uomo ambizioso che vuole contribuire alla crescita del calcio”
Vincitore della Champions con lui al Chelsea, il francese Florent Malouda sarà suo compagno anche in aula
Per Andrey Arshavin, oggi commentatore televisivo nella sua Russia, il corso Uefa è l'occasione per allargare le proprie competenze e costruirsi un futuro nell'amministrazione del calcio
"Ogni calciatore sa che la sua carriera finirà prima o poi e la paura più grande è ritrovarsi all'improvviso a vivere una vita diversa”, ha detto l’ex giocatore dell’Arsenal, protagonista a Euro2008 con la Russia. “In genere ci sono due percorsi dopo il ritiro: allenare o entrare nella parte amministrativa del calcio"
"Per me è più interessante entrare nell'amministrazione. Per migliorare me stesso e le mie conoscenze, questo è un buon programma, specialmente se sei circondato da calciatori così importanti. Proverò a ottenere il massimo da questo corso"
Anche René Adler, portiere tedesco di Bayer Leverkusen, Amburgo e Mainz, dopo essersi ritirato a maggio del 2019, ha deciso di intraprendere questa nuova avventura
Emile Heskey, oggi 41enne, ha affermato di "capire tutto in campo", ma di voler avere una visione migliore di ciò che accade ogni giorno dietro le quinte. "Lasciare il calcio a volte può essere difficile perché ti sei concentrato così tanto sulle tue reali capacità di gioco che non ti sei davvero concentrato su cosa fare dopo", ha spiegato. "Dopo aver incontrato degli ex studenti del MIP, ho capito che questa strada mi avrebbe aiutato nella mia seconda carriera, a capirne di più su questa nuova vita perché conosco ancora troppo poco per poter dire 'É questo che voglio fare in futuro'”