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Chapecoense contro il superstite Ruschel: "No a risarcimenti, con l’incidente notorietà"

LA STORIA
Alan Ruschel - Instagram

Il club brasiliano ritiene di non dover pagare nulla al suo ormai ex giocatore Alan Ruschel, uno dei sopravvissuti del disastro aereo del 28 novembre 2016. Secondo un documento dei legali del club, pubblicato dal Globo Esporte, il giocatore avrebbe avuto "notorietà dall’incidente" con "aumento dei guadagni". La replica del giocatore: "Ho otto viti nella schiena, è assurdo"

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La notizia arriva dal Brasile. Da una parte la Chapecoense, il club che il 28 novembre 2016 fece piangere il mondo: fu vittima di un tremendo disastro aereo in cui morirono 71 persone con la rosa della squadra praticamente cancellata. Dall’altra c’è Alan Ruschel, uno dei tre calciatori sopravvissuti al viaggio verso la Colombia per giocare la finale della Copa Sudamericana contro il Nacional. Il 32enne fu l’unico in grado di poter continuare la sua carriera nel calcio. Il club è un causa con il suo ex difensore e respinge l’idea di un risarcimento economico, in un documento pubblicato dal Globo Esporte sul proprio sito, i legali del club scrivono: "Lui è un sopravvissuto benedetto dalla forza divina e, tra quelli direttamente legati al calcio, è l’unico che continua a svolgere la sua attività in maniera identica al periodo precedente. L’incidente ha dato al ricorrente notorietà e ha aumentato i suoi guadagni - proseguono i legali —, basta rivedere la storia dei suoi contratti, la sua immagine si è accresciuta e ha guadagnato notorietà in tutto il mondo".

La replica del giocatore: "Oggi ho otto viti nella schiena"

Ruschel, che al momento è svincolato dopo l’ultimo contratto al Cruzeiro non l’ha presa bene: "Loro affermano che non sono una vittima, ma un sopravvissuto. Dicono che la tragedia mi ha giovato. Sono frivoli e non preparati per affrontare una questione del genere. Solo io - ha proseguito - conosco i traumi che porto con me, la fatica, la lotta per tornare a giocare. Oggi ho otto viti alla schiena, non voglio fare la vittima ma chiarire questa situazione. Dire che la mia vita è andata avanti normalmente è assurdo, non solo per me, ma anche per le famiglie delle vittime dell’incidente".