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Addio a Gianni Minà: il giornalista, scrittore e conduttore televisivo è morto a 84 anni

il lutto
©LaPresse

L'annuncio sui profili social del giornalista, scrittore e conduttore televisivo, che aveva 84 anni: "Gianni Miná ci ha lasciato dopo una breve malattia cardiaca. Non è stato mai lasciato solo, ed è stato circondato dall’amore della sua famiglia e dei suoi amici più cari". L'amicizia con Maradona, le interviste con Muhammad Ali e i Beatles: il racconto di una carriera leggendaria

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Addio a Gianni Minà: il giornalista, scrittore e conduttore televisivo è morto a Roma a 84 anni, dopo una breve malattia. A darne l’annuncio, sui suoi profili social, la sua famiglia con un breve messaggio: “Gianni Miná ci ha lasciato dopo una breve malattia cardiaca. Non è stato mai lasciato solo, ed è stato circondato dall’amore della sua famiglia e dei suoi amici più cari. Un ringraziamento speciale va al Prof. Fioranelli e allo staff della clinica Villa del Rosario che ci hanno dato la libertà di dirgli addio con serenità”.

Minà, da Maradona a Fidel: una carriera leggendaria

Gianni Minà era nato a Torino nel 1938 e aveva iniziato la sua carriera giornalistica a Tuttosport, di cui poi fu anche direttore. Passò poi alla Rai, per cui seguì le Olimpiadi di Roma del 1960. Ha profondamente innovato nel linguaggio la televisione, con interviste, reportage e documentari rimasti nella memoria collettiva. Indimenticabili le sue interviste a personaggi immortali come lo scrittore Gabriel Garcia Marquez, Fidel Castro, Federico Fellini, i Beatles. O per citare le leggende dello sport, Muhammad Ali (a cui dedicò anche un libro) ed Enzo Ferrari. Senza dimenticare l’amicizia con Diego Armando Maradona, di cui era un confidente e infatti fu tra i pochi invitati italiani al matrimonio del fuoriclasse argentino. Minà ha seguito da inviato otto mondiali di calcio, sette olimpiadi, decine di mondiali di pugilato. 

Eravamo io, Fidel, Troisi...

Memorabile, tra le innumerevoli perle della sua carriera, una sua irresistibile intervista a Massimo Troisi, che gli invidiava l'agendina per via di tutti i contatti e i preziosi numeri di telefono delle personalità più in vista. "Alla 'F' ha Fidel, senza Castro" scherzava Troisi, raccontando di come per contattarlo, Gianni andasse poi alla lettera 'T', per trovare, dopo i "fratelli Taviani, Little Tony, Toquinho... Troisi”. Celebre rimase poi una foto scattata a cena, una sera qualunque in un ristorante romano, insieme a Gabriel Garcia Marquez, Sergio Leone, Muhammad Ali e Robert De Niro. "Eravamo io..." e via con l'elenco delle personalità più incredibili e inarrivabili. Per tutti. Ma non per Gianni Minà.