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"Rapirò Gianfranco Zola", la presentazione del libro di Marco Cattaneo

la storia

Un infortunio a 17 anni gli stronca una promettente carriera nel calcio e per Fabrizio Maiello inizia una vita da criminale tra rapine, arresti e latitanze, fino all’assurdo piano (per fortuna mai portato a compimento) di rapire Zola, all’epoca stella del Parma. Una storia vera raccontata da Marco Cattaneo nel libro “Rapirò Gianfranco Zola”

In carcere lo chiamavano “Maradona”. Ci era finito dopo essere precipitato in una spirale criminale che l’aveva portato a diventare un rapinatore, a subire arresti e ricoveri in un ospedale psichiatrico giudiziario. Eppure Fabrizio Maiello era stato una promessa del calcio, una di quelle che si vedono stroncate la carriera da un infortunio e allora si perdono. La perdizione, nel suo caso, coincide con l’abbraccio della “carriera” criminale che ha il suo culmine nel piano –fortunatamente mai portato a compimento – elaborato per rapire l’allora stella del Parma Gianfranco Zola. Una storia vera, raccontata da Marco Catteneo nel suo “Rapirò Gianfranco Zola”, presentato anche a Sky Sport 24.

La storia di Fabrizio Maiello e il piano per rapire Zola

Una straordinaria vicenda umana di caduta e riscatto, raccontata anche attraverso brani tratti dai diari del protagonista. E così veniamo a conoscenza dell’assurdo piano studiato per rapire Zola, all’epoca campione del Parma, un idolo anche per Maiello che aveva amato tanto il calcio, per poi ripudiarlo quasi dopo la grande delusione. Ha appena 17 anni quando dopo un contrasto durante un’amichevole cade e il piede gli si gira sotto il corpo. All’ospedale il responso è impietoso: con il calcio ha chiuso, se non si opera rischia addirittura di rimanere zoppo. È l'inizio della fine, perché Maiello finisce in una spirale di tentazioni che lo portano a una vita da fuorilegge, fra malavita, prigione e latitanze. Fino a quel 1994, quando partorisce l’idea assurda: il sequestro-lampo di Gianfranco Zola. Lo segue, lo avvicina, gli parla pure: alla fine si convince (e convince i suoi complici) a lasciar perdere. Proprio il calcio gli regalerà una seconda occasione, quando tutto sembra perduto. E oggi Maiello entra nelle scuole per raccontare ai ragazzi ciò che ha vissuto sulla propria pelle: il crimine, il fallimento, il manicomio, ma anche il coraggio di cambiare.

Maiello: "Ho amato il calcio per tutta la vita"

Ospiti in studio a Sky Sport 24, l'autore del libro Marco Cattaneo e il protagonista della storia, Fabrizio Maiello, intervistati da Roberta Noè. Maiello si è commosso ricordando quel giorno del '94 e di come arrivò la scelta di rinunciare al rapimento: "Toccare Gianfranco Zola era come toccare il calcio, e io il calcio l’ho amato da quando sono nato". Cattaneo ha riassunto la vita e la passione di Maiello: "Il calcio è sempre stato il filo conduttore della sua vita e l’amore per il pallone gli ha dato una seconda chance".

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