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18 agosto 2018

Vazquez, altro che Italia: "Mi sono sempre sentito argentino"

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L'ex giocatore del Palermo è felice della chiamata arrivata da parte della selezione sudamericana: "Ho giocato con la nazionale italiana perché è il Paese di mia madre, ma grazie a Dio ora ho la possibilità di vestire la maglia dell’Albiceleste"

ARGENTINA, I CONVOCATI DI SCALONI: CI SONO ICARDI E DYBALA 

Franco Vazquez, ex giocatore del Palermo e talento a lungo “corteggiato” dalla nazionale azzurra con cui era sceso in campo in due partite nel 2015, ha qualche sassolino nelle scarpe da togliersi dopo la prima convocazione arrivata dall’Argentina; una nazionale in profonda rifondazione dopo il flop mondiale e quella che il trequartista del Siviglia sente essere la sua casa. Sulla panchina dei sudamericani al posto di Jorge Sampaoli c’è Lionel Scaloni che ha sorpreso tutti lasciando a casa per una volta Messi e affidandosi in attacco agli “italiani” Mauro Icardi, Paulo Dybala, Giovanni Simeone e Lautaro Martinez. Nessuno di loro però ha mai vestito la maglia azzurra a differenza di Vazquez, felice dell’opportunità e che non sembra avere dubbi: “Ho parlato con Scaloni e mi ha detto che c’era la possibilità di essere convocato. L’ho ringraziato. Qualche anno fa ho giocato con la nazionale italiana perché è il Paese di mia madre, ma grazie a Dio ora ho la possibilità di vestire la maglia dell’Albiceleste. Mi sono sempre sentito argentino”. Una parentesi quella con l’Italia durata due partite, entrambe amichevoli contro Inghilterra e Portogallo. Non essere dunque mai sceso in campo in una gara ufficiale con la nazionale azzurra gli ha permesso di scegliere e di poter rispondere presente alla chiamata della sua nazione d’origine, dove è cresciuto anche calcisticamente prima di arrivare a Palermo e sbocciare definitivamente. Le parole rilasciate a TyC Sport, emittente argentina con sede a Buenos Aires (ulteriore motivo per dimostrarsi felici della chiamata della nazionale sudamericana), lasciano davvero pochi dubbi: "Quando ho avuto l’opportunità di giocare con l’Italia, l’allenatore dell’Argentina mi ha chiuso la porta. E visto che una nazionale importante come l’Italia mi ha chiamato, io ho accettato".

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