Italia, Gravina: "Mancini rinnoverà prima degli Europei"

Nazionale

Il presidente Figc chiaro sul futuro del Ct: "Ha costruito le premesse per giocarsela con le altre big. Ma soprattutto ha acceso un entusiasmo inedito". Poi sul tema apertura stadi: "Fiducia nella politica, ma servono risposte in tempi brevi. Ci sono tutte le condizioni per una riapertura parziale"

Prima della Serie A è ripartita la Nazionale. L'Italia ha cominciato la Nations League con il pareggio contro la Bosnia e la bella vittoria di Amsterdam sull'Olanda. Insomma, ha ripreso da dove il coronavirus l'aveva interrotta, con uno sguardo agli Europei, posticipati di un anno. Alla guida degli azzurri, ovviamente, ci sarà Roberto Mancini, che su quella panchina può restare a lungo: "Il ciclo che ha aperto va ben oltre il limite contrattuale del dicembre 2022 - ha spiegato Gabriele Gravina al Corriere dello Sport - ci sono tutte le ragioni per condividere un progetto più lungo. Non è necessario aspettare gli Europei, ​Mancini ha già vinto. Con la piena condivisione sul progetto, bisogna stringere i tempi". Il Ct ha cambiato volto alla squadra e il numero uno della Figc lo riconosce: "Ha costruito le premesse per giocarsela con le altre Nazionali big. Ma soprattutto ha acceso un entusiasmo inedito. Per il coraggio delle sue scelte e per i risultati che lo hanno premiato".

"Apertura stadi, servono risposte brevi"

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Dalla Nazionale alla Serie A, che Gravina in futuro immagina diversa: "Sto lavorando a un campionato diviso in tre fasi, con una final eight per assegnare il titolo", ha ammesso. Poi la riapertura degli stadi: "Ho molta fiducia nel premier, che ho incontrato con grande piacere. E ho fiducia nei ministri della Salute e dello Sport. Ma la fiducia richiede risposte in tempi brevi. Perché c’è un protocollo di grande qualità, e ci sono tutte le condizioni per una riapertura parziale - le parole del presidente Figc - il botteghino vale il 15 per cento dei ricavi, il suo taglio parziale farà più magre le casse. Gli sponsor sono crollati, perché viene meno il business dell’ospitalità negli stadi. Luglio, agosto e settembre sono andati in bianco. E il 30 incominciano le scadenze dei pagamenti. Dovrebbero salvarci i contratti con i broadcaster, ma un calcio senza pubblico si vende male. Ce la faremo anche stavolta, non chiediamo soldi, ma ci si aiuti almeno a fare impresa, velocizzando le procedure".

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