Elezione Malagò, gli scenari dopo la Giunta Coni
NazionaleDopo la Giunta Coni di martedì 15 settembre rimane in piedi il conflitto di interpretazioni tra il Coni stesso e la Figc sulla presunta illegittimità della candidatura di Giovanni Malagò alla presidenza della Federcalcio. Facciamo il punto della situazione e dei possibili scenari
E' partito tutto dal ricorso di un avvocato che di cognome fa Miele, ma il finale di questa storia rischia di essere amarissimo, se non si troverà un punto d'incontro. Malagò era candidabile alla presidenza della Figc o no? Com'è noto tutta ruota intorno a questa domanda, e all'interpretazione del relativo articolo dello Statuto Figc che prescrive come condizione l'essere in regola col tesseramento federale: in regola se tesserato, secondo l'interpretazione della Procura Figc, in regola poiché obbligatoriamente tesserato secondo quella del Coni. Malagò non è tesserato, così come prima di lui non lo erano Gravina e Abete, ma la questione è emersa ora e ora si affronta: e se la sua posizione soggettiva è stata archiviata, anche perché appunto da non tesserato non è soggetto alla giustizia sportiva, rimane il dubbio, pesante come un macigno, della aderenza dell'interpretazione della Figc ai principi informatori del Coni. Per questo la palla, ammesso che non l'abbia mai avuta, passa ora dalla giustizia sportiva alla politica, cioè alla Giunta del Coni, che dopo aver approfondito e ricevuto pareri - comunque non vincolanti - dovrà esprimersi. E se confermasse l'interpretazione rigida dell'obbligo di tesseramento, potrebbe decidere il commissariamento della Figc per grave violazione dei principi dello Statuto Coni. Si aprirebbe così uno scenario sportivamente drammatico: per il principio della invalidità derivata infatti, mancando il presupposto per la candidatura di Malagò, decadrebbero anche gli atti deliberati dal nuovo Consiglio Figc, a cominciare dalla nomina del Commissario tecnico. Da via Allegri a quel punto partirebbero verosimilmente i ricorsi al Collegio di Garanzia prima ed eventualmente a Tar e Consiglio di Stato poi. Un conflitto clamoroso che tanti nella stessa giunta Coni preferirebbero evitare. Per questo il presidente del Coni Buonfiglio si muove con cautela, anche se il tempo stringe: entro fine mese si deve arrivare a una decisione, proprio nei giorni in cui scenderà in campo la Nazionale: quella che doveva essere della rinascita, e che rischia invece di essere la vittima dell'ennesima vicenda surreale del calcio italiano.