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06 agosto 2009

Inter-Lazio, la Supercoppa dei super-presidenti

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Sabato la Supercoppa italiana tra Inter e Lazio

Per una volta non sarà la gara dei grandi nomi di mercato e delle stelle pianta grane. Sabato si giocherà anche la sifida tra Moratti e Lotito, dirigenti d'acciaio che hanno resistito ai capricci di tanti giocatori

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Per una volta non sarà la Supercoppa Italiana dei grandi nomi di mercato, delle stelle capricciose, dei campioni che cominciano la stagione a pancia piena, perché magari hanno piantato una grana lunga tutta l'estate, e alla fine il loro presidente li ha accontentati.

Questa volta sarà la Supercoppa dei presidenti d'acciaio: e se Claudio Lotito è sempre stato spietato nei mesi più caldi dell'anno, per Massimo Moratti la sensazione è tutta nuova. Soltanto Maicon è sopravvissuto ad un luglio fatto di capricci: a tutti gli altri è stata indicata l'uscita. Si è cominciato con Hernan Crespo, stanco di non giocare titolare e spedito a Genova per facilitare gli arrivi di Thiago Motta e Diego Milito (uno che la grana non l'ha quasi mai piantata, in tanti anni di carriera).

Poi è toccato all'intoccabile, Ibra, indiscusso re dei nerazzurri, ma spodestato alla prima occasione concreta: via, a Barcellona, in cambio di Samuel Eto'o, un altro che d'estate ci sa fare. Infine Julio Cruz, quello che in sei anni di Inter non si è mai lamentato della panchina: chiedeva garanzie questa volta, qualche soldo in più. Niente da fare. E ora l'Inter se lo ritroverà dall'altra parte del campo. Dove invece non ci saranno i dissidenti di sponda laziale, che Lotito ha messo alla porta (testuali parole) già molte settimane fa: Lorenzo De Silvestri, Christian Ledesma e Goran Pandev, uno per reparto. Nomi che pesano sul campo, soprattutto quando mancano, e che per ora pesano ancora sulle casse della squadra. Ma che almeno, sui nervi, non pesano più.

Da SKY Sport 24, Fabrizio Monari