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14 settembre 2009

Genova capitale del calcio, ma guai a parlare di scudetto

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Lo stadio "Luigi Ferraris" di Genova

Genoa e Sampdoria a punteggio pieno insieme alla Juve dopo tre giornate. La città ligure sogna, ma i due club fernano l'entusiasmo: " Non possiamo pensare a traguardi così importanti". GUARDA I GOL DI GENOA E SAMP

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Genova capitale del calcio, ma guai a nominare la parola scudetto. Dopo la terza giornata di campionato le due squadre della città ligure sono al comando insieme alla Juventus. Un'intera città sogna, ma Giampiero Gasperini e Beppe Marotta -rispettivamente tecnico del Genoa e amministratore delegato della Sampdoria- invitano alla calma. A loro, ospiti di 'Radio Anch'io Lo Sport', spetta l'ingrato compito di gettare acqua sul fuoco. "Genova capitale del calcio? Momentaneamente possiamo dire di sì, ma  non credo che possiamo pensare a traguardi così importanti", dice  Gasperini parlando del sogno scudetto.

"L'epopea della Sampdoria di Vialli e Mancini è molto lontana,  li' c'era più concorrenza mentre questo è un calcio diverso.  Rimaniamo con i piedi per terra", gli fa eco il doriano Marotta.  L'orgoglio, pero', non manca: "Siamo una bella realta' del calcio  italiano, c'è grande passione, tantissimi abbonati in entrambe le  tifoseri e soprattuto grande correttezza", sottolinea Gasperini. "Siamo due società molto simili come incassi e diritti tv, sia Genoa  che Samp devono saper gestire il bilancio, valorizzare al meglio il  patrimonio di giocatori lavorando con il settore giovanile. E con la prima squadra riescono a togliersi grandi soddisfazioni", prosegue il  tecnico rossoblù.

Il Genoa, dice Gasperini, è una "squadra che  gioca con serenita' ma anche con spirito agonistico importante. Il  copione e' quello dello scorso anno, sono andati via giocatori  importanti ma ne sono arrivati altri con voglia di far bene. Abbiamo  lavorato bene in preparazione e mi sono subito reso conto di avere un  gruppo con grandi motivazioni. E il fatto di essere partiti così al  di là delle nostre aspettative aiuta". Marotta parla di un "momento straordinario che va celebrato  nella giusta misura". La Sampdoria, sottolinea il dirigente  blucerchiato, "deve prima badare al rispetto del bilancio e poi all'ottenimento del risultato sportivo: questo è il modello. Anche la Samp dei tempi migliori ha sempre tenuto un profilo molto basso, è la caratteristica di questa citta'". Secondo l'ad blucerchiato, "grande  merito di questo momento va attribuitio a De Neri, che non è solo l'allenatore ma anche il gestore di un gruppo e un grande motivatore.


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