Scommesse, Abete: chiedo aiuto allo Stato, 18 gare sporche
Calcio
Il presidente della Figc: "A coinvolta? Per ora le partite indagate sono quelle individuate dalla procura cremonese, non facciamo confusione". Petrucci (Coni): "Scandalo legato alla malavita". E la Lega Calcio si costituirà parte civile. VIDEO
FOTO: I protagonisti del nuovo scandalo - La partita dello scandalo droga: Cremonese-Paganese - Facce da Calciopoli al processo di Napoli - Chi è Paoloni, quante "papere" per le scommesse
TUTTE LE NEWS: Giocatore della Cremonese drogava i compagni - Scommesse, il Gip: "Falsati i campionati" - Scommesse, arrestato Signori. "Manipolazioni impressionanti" - La risposta dei club: "Estranei ai fatti" - E la paura dei tifosi corre sul web - L'avvocato Grassani: i verdetti sono a rischio... - Tutti i numeri dell'inchiesta "Last Bet" - L'intervista: parla Mariotto, il ds di Paoloni - Scommesse anomale, la Figc: 14 da gennaio, 6 le vincite - Scommese, la B non si ferma: avanti con playoff e playout - E l'ironia corre sul web...
"Serie A coinvolta? Al momento le partite oggetto di indagine sono le 18 individuate dalla Procura di Cremona. Non facciamo confusione, sono attento e vigile ma opero su dati documentati". Così il presidente federale, Giancarlo Abete, al termine della Giunta del Coni, commentando le ultime rivelazioni sullo scandalo scommesse che sta scuotendo il mondo del calcio. Il riferimento è all'apertura di un'inchiesta della Procura di Napoli e al possibile coinvolgimento di club della massima serie.
Abete ha ribadito che saranno inasprite le pene anche per chi non denuncia gli illeciti. "La Figc chiederà aiuto agli organi dello Stato - ha detto Abete - c'è la volontà di mettere in campo una task force di contrasto. Noi cercheremo di abbreviare i tempi per riprendere i campionati regolarmente. Quanto al quadro sanzionatorio affideremo l'obbligo della denuncia relativo al divieto delle scommesse, con l'obiettivo di sanzionare chi commette atti che violano il codice sportivo e allo stesso tempo responsabilizzare tutti per evitare l'omertà. Siamo di fronte ad un'attivita' criminosa che utilizza l'illecito sportivo per portare a casa altri risultati".
Coni, Petrucci. "Chiedo a noi sport italiano e a noi mondo del calcio di smettere di parlare solo di soldi. E' questo il problema, e lo scandalo che ci troviamo di fronte è legato ad un'attività criminosa, alla malavita". E' un richiamo all'etica e un appello ai dirigenti sportivi quello lanciato dal presidente del Coni Gianni Petrucci. "Sono naturalmente preoccupato - ha aggiunto Petrucci - oggi è un tirare al bersaglio, ma bisogna credere anche a chi dice che in questa vicenda non c'entra nulla".
Lega di A, Beretta. "Le squadre di A esprimono indignazione per quanto emerge dall'inchiesta di Cremona. Auspichiamo una conclusione rapida e siamo fiduciosi. Sosteniamo ogni decisione per rendere più severe le sanzioni comprese quelle per omessa denuncia". Ad affermarlo Maurizio Beretta, presidente della Lega, al termine di un'assemblea durata tutta la giornata, nella sede milanese. L'assemblea era stata convocata per discutere dei proventi dei diritti tv, ma sul tema non c'è stato alcun accordo. Beretta aggiunge che "la Lega collaborerà con tutte le iniziative per rafforzare la vigilanza, la prevenzione e l'indagine, comprese quelle del ministro Maroni, con cui ho avuto un incontro".
Cellino: ci costituiremo parte civile. "Abbiamo preso le distanze da tutto questo. Ci costituiremo parte civile nei confronti di chi ha organizzato questo sistema perché non è assolutamente bello. Come Lega chiederemo alla Federazione che faccia delle indagini accurate e approfondite. Vogliamo venire fuori da questa situazione e che ci sia chiarezza. Chi ha sbagliato deve pagare pene esemplari". E' l'appello del presidente del Cagliari Massimo Cellino nell'inchiesta cremonese sulle partite truccate, distingue "responsabilità oggettive" dei club da "casi specifici" e nota che "fra i calciatori c'è sicuramente qualcuno marcio".
Sensi: la Roma non si tocca. "Sono molto infastidita del fatto che sia stata tirata in ballo la Roma in questa vicenda. E' una pagina brutta del mondo del calcio e serve più attenzione, bisogna esaminare queste cose con la massima cautela". Così Rosella Sensi, presidente della Roma, in merito alle recenti rivelazioni sullo scandalo scommesse. "Mi dà fastidio quando si parla di De Rossi e della Roma in modo improprio e sbagliato", dice la Sensi ai microfoni di Sky Sport 24 - la Roma è sempre stata una società seria e pulita. Daniele era indignato e dispiaciuto", aggiunge alludendo al centrocampista giallorosso, il cui nome era stato accostato all'inchiesta della Procura di Cremona prima che lo stesso pm escludesse un suo coinvolgimento. "Tutto ciò che è Roma non va toccato, soprattutto quando come in questo caso non c'entra niente. Sorrido ma ho una grandissima rabbia, soprattutto per il dispiacere che e' stato dato ai tifosi".
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"Serie A coinvolta? Al momento le partite oggetto di indagine sono le 18 individuate dalla Procura di Cremona. Non facciamo confusione, sono attento e vigile ma opero su dati documentati". Così il presidente federale, Giancarlo Abete, al termine della Giunta del Coni, commentando le ultime rivelazioni sullo scandalo scommesse che sta scuotendo il mondo del calcio. Il riferimento è all'apertura di un'inchiesta della Procura di Napoli e al possibile coinvolgimento di club della massima serie.
Abete ha ribadito che saranno inasprite le pene anche per chi non denuncia gli illeciti. "La Figc chiederà aiuto agli organi dello Stato - ha detto Abete - c'è la volontà di mettere in campo una task force di contrasto. Noi cercheremo di abbreviare i tempi per riprendere i campionati regolarmente. Quanto al quadro sanzionatorio affideremo l'obbligo della denuncia relativo al divieto delle scommesse, con l'obiettivo di sanzionare chi commette atti che violano il codice sportivo e allo stesso tempo responsabilizzare tutti per evitare l'omertà. Siamo di fronte ad un'attivita' criminosa che utilizza l'illecito sportivo per portare a casa altri risultati".
Coni, Petrucci. "Chiedo a noi sport italiano e a noi mondo del calcio di smettere di parlare solo di soldi. E' questo il problema, e lo scandalo che ci troviamo di fronte è legato ad un'attività criminosa, alla malavita". E' un richiamo all'etica e un appello ai dirigenti sportivi quello lanciato dal presidente del Coni Gianni Petrucci. "Sono naturalmente preoccupato - ha aggiunto Petrucci - oggi è un tirare al bersaglio, ma bisogna credere anche a chi dice che in questa vicenda non c'entra nulla".
Lega di A, Beretta. "Le squadre di A esprimono indignazione per quanto emerge dall'inchiesta di Cremona. Auspichiamo una conclusione rapida e siamo fiduciosi. Sosteniamo ogni decisione per rendere più severe le sanzioni comprese quelle per omessa denuncia". Ad affermarlo Maurizio Beretta, presidente della Lega, al termine di un'assemblea durata tutta la giornata, nella sede milanese. L'assemblea era stata convocata per discutere dei proventi dei diritti tv, ma sul tema non c'è stato alcun accordo. Beretta aggiunge che "la Lega collaborerà con tutte le iniziative per rafforzare la vigilanza, la prevenzione e l'indagine, comprese quelle del ministro Maroni, con cui ho avuto un incontro".
Cellino: ci costituiremo parte civile. "Abbiamo preso le distanze da tutto questo. Ci costituiremo parte civile nei confronti di chi ha organizzato questo sistema perché non è assolutamente bello. Come Lega chiederemo alla Federazione che faccia delle indagini accurate e approfondite. Vogliamo venire fuori da questa situazione e che ci sia chiarezza. Chi ha sbagliato deve pagare pene esemplari". E' l'appello del presidente del Cagliari Massimo Cellino nell'inchiesta cremonese sulle partite truccate, distingue "responsabilità oggettive" dei club da "casi specifici" e nota che "fra i calciatori c'è sicuramente qualcuno marcio".
Sensi: la Roma non si tocca. "Sono molto infastidita del fatto che sia stata tirata in ballo la Roma in questa vicenda. E' una pagina brutta del mondo del calcio e serve più attenzione, bisogna esaminare queste cose con la massima cautela". Così Rosella Sensi, presidente della Roma, in merito alle recenti rivelazioni sullo scandalo scommesse. "Mi dà fastidio quando si parla di De Rossi e della Roma in modo improprio e sbagliato", dice la Sensi ai microfoni di Sky Sport 24 - la Roma è sempre stata una società seria e pulita. Daniele era indignato e dispiaciuto", aggiunge alludendo al centrocampista giallorosso, il cui nome era stato accostato all'inchiesta della Procura di Cremona prima che lo stesso pm escludesse un suo coinvolgimento. "Tutto ciò che è Roma non va toccato, soprattutto quando come in questo caso non c'entra niente. Sorrido ma ho una grandissima rabbia, soprattutto per il dispiacere che e' stato dato ai tifosi".