Salah, niente sicurezza in Nazionale: l'attaccante chiede le dimissioni dei vertici dell'Egitto

Calcio

In corso una disputa tra l’attaccante del Liverpool e i vertici della federazione del suo Paese. Secondo Salah, i funzionari della federazione egiziana avrebbero la responsabilità sulla mancanza di sicurezza ravvisata nei suoi confronti durante gli impegni con la Nazionale. L’avvocato del giocatore ha inviato una lettera con tutte le richieste da accogliere

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Il peso di essere una star a volte può anche essere difficile da sopportare. Lo sa bene Mohamed Salah, stella assoluta della Nazionale del suo Paese, l’Egitto. Vera e propria attrazione del calcio egiziano, l’attaccante del Liverpool, grande protagonista a livello internazionale nella passata stagione, è letteralmente preso d’assalto dai tifosi ogni qualvolta si trova impegnato con la Nazionale allenata da Hector Cuper. Una situazione che non sta più bene a Salah, che si è fortemente lamentato della mancata protezione fornita dalla federazione e dei continui episodi spiacevoli ai quali è esposto. Per questo motivo l’attaccante ha chiesto le dimissioni dei vertici della federazione.

La lettera inviata in federazione

Proprio così, Salah ha chiesto le dimissioni dei funzionari della federazione egiziana, accusata di fornire scarsa protezione nei suoi confronti. Insopportabili, per l’ex attaccante della Roma, le continue ed eccessive manifestazioni dei tifosi, che spesso si sono spinti oltre. In diverse occasioni in cui è stato impegnato con l’Egitto, infatti, Salah, oltre ad essere assalito dai tifosi durante le sessioni di allenamento, è stato svegliato nel cuore della notte da parte dei sostenitori egiziani, che si sono soffermati all’esterno della sua camera d’albergo, intonando anche dei cori, per chiedere fotografie e autografi. Per questo l’attaccante del Liverpool ha chiesto una serie di contromisure attraverso una lettera inviata in federazione da parte del suo avvocato, Remy Abbas Issa, che ha definito "vergognoso" il trattamento ricevuto dal suo assistito. Diverse le pretese del giocatore, che in primo luogo ha chiesto di potersi allenare tranquillamente, senza l’assalto dei fan, e che i tifosi vengano fermati prima di poter accedere presso le strutture che lo ospitano. Nella lettera redatta dall’avvocato di Salah e inviata ai vertici della federazione egiziana si parla anche di due guardie del corpo a disposizione del giocatore in ogni momento, con altre piazzate all’esterno delle stanze d’albergo e nei pressi dell’ascensore del piano in cui di volta in volta si trova. Un’altra richiesta riguarda la non partecipazione del giocatore ad eventi promozionali della Nazionale egiziana, con la possibilità di avere un trasporto diretto dall’aereo al suo hotel ogni volta che arriverà in Egitto”. Qualora tali condizioni venissero accettate, il classe ’92 – per il quale si è anche paventata un’ipotesi di addio alla Nazionale - ritirerebbe la richiesta di dimissioni.

Il messaggio di Salah

Non soltanto la lettera inviata in federazione, Salah ha anche espresso tutta la sua esasperazione per il trattamento ricevuto attraverso un messaggio su Twitter. "La cosa normale è che una federazione calcistica cerchi di risolvere i problemi dei suoi giocatori in modo che possano sentirsi a proprio agio. Ma nella realtà ciò che vedo è esattamente il contrario. Non è normale che i miei messaggi e quelli del mio avvocato siano ignorati. Non so perché stia accadendo tutto questo, non avete tempo di risponderci?". Alla federazione egiziana la replica.

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