Boca Juniors-River Plate finale di Copa Libertadores: la storia del Superclásico

Calcio

Rosario Triolo

Il Superclásico nella finale di Copa Libertadores sarà una pietra miliare nella storia del calcio. Niente sarà più come prima. Non è mai esistita, né mai esisterà, una partita così importante per questo sport. Boca-River è uno scontro di pensiero, di ideologia, di passione, di modi di stare al mondo

BOCA-RIVER, ROSE A CONFRONTO

DATE E ORARI DELLA FINALI

Non c’è nulla di paragonabile a una doppia finale internazionale con andata a La Bombonera e ritorno al Monumental. Anche perché, per inciso, questa sarà l’ultima finale della storia della Copa Libertadores con questo formato: dall’anno prossimo si giocherà una partita secca in campo neutro, come in Europa. A maggior ragione assume rilevanza questo Boca-River. È l’ultimo atto di ribellione del calcio alle leggi dell’omologazione. È un modo di urlare che la passione vincerà per sempre sul business. Potranno cambiare le regole, ma nessuno cancellerà i sentimenti.

Una finale non inedita

Boca-River in finale, in assoluto, non è un inedito: la prima partita che definì un titolo tra le due squadre fu nel campo del Racing, per stabilire il vincitore del campionato argentino 1976. E la vinse il Boca. Proprio quest’anno, invece, il River ha vinto la Supercopa argentina per 2-0. E sembrava già l’apoteosi della storia di questa rivalità.

La finale di Copa Libertadores marcherà la storia futura di queste due squadre e di chi avrà il coraggio di rischiare di perdere. Perché chi perderà, probabilmente, brucerà per sempre la sua carriera, e forse anche qualcosa di più. Come già successo a Barbosa, il portiere del Brasile del Maracanazo, condannato a subire per tutta la vita il peso dell’onta della sconfitta.

Il Muletazo di Martín Palermo

Il risultato di questa sfida supererà qualsiasi altro momento mitologico dei Superclásicos. Per esempio, il Muletazo di Martín Palermo. Era il 2000, e nei quarti di finale della Copa Libertadores il Boca ribaltò la sconfitta per 2-1 dell’andata al Monumental vincendo 3-0 in casa con una rete di Palermo, che rientrava da un lungo infortunio: da qui la definizione di Muletazo, il “gol in stampelle” del bomber più prolifico di sempre degli Xeneizes.

La Gallinita di Tévez

Nella semifinale del 2004, l’evento che più si avvicina alla leggendaria doppia sfida che ci aspetta, l’Apache segnò al Monumental e imitò una gallina, il modo in cui vengono presi in giro i tifosi del River, subendo l’espulsione per quell’esultanza. Il Boca andò in finale ai rigori, con errore decisivo del River di Maxi López.

Il Clásico del gas pimienta

Sono gli ottavi del 2015, quando al ritorno de La Bombonera la partita venne sospesa all’intervallo, con conseguente successo a tavolino del River, per un attacco ai giocatori Millonarios colpiti con spray al peperoncino dal Panadero, un ultrà del Boca.

Nel mezzo c’è stata anche la semifinale di Copa Sudamericana del 2014, quella che ha condannato al libro nero dell’oblio il Puma Gigliotti, attaccante del Boca che sbagliò un rigore al Monumental prima del gol decisivo di Pisculichi che portò il River in finale.

Niente di paragonabile a ciò che succederà. Alla partita più importante della storia di questo sport. Senza discussioni.

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