Osvaldo le canta a tutti su Sky: "Higuain non si discute"

Calcio

L’ex attaccante è intervenuto a "Calciomercato, L’Originale" per parlare della sua nuova vita da rockstar e presentare la sua band, i Barrio Viejo. Poi un pensiero sulla situazione legata a Higuain: "Avrà i suoi motivi, non va discusso"

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I gol, le giocate e i 'colpi di testa' – in campo e non solo – sono ormai un lontano ricordo. Nuova vita per Pablo Daniel Osvaldo, che ha abbandonato definitivamente il mondo del calcio per dedicarsi pienamente alla musica. Da goleador a rockstar, l’ex attaccante – tra le altre – di Roma, Juventus e Inter è adesso il leader dei Barrio Viejo, band argentina attualmente in tour in Italia. Lui, Osvaldo, frontman di un gruppo formato da un batterista e un chitarrista argentini, oltre che da un bassista spagnolo. L’italo-argentino, con un passato nella Nazionale italiana, è intervenuto nel corso di "Calciomercato, L’Originale" per presentare la sua band e parlare della sua nuova vita.

Le parole di Osvaldo: "Higuain non va discusso"

Non soltanto un racconto del suo nuovo mondo, Osvaldo ha anche commentato alcuni aspetti di una dimensione che ormai non gli appartiene, quella calcistica. In particolare, l’ex attaccante ha parlato della situazione legata al futuro di Gonzalo Higuain, in procinto di lasciare il Milan per trasferirsi al Chelsea. "Avrà i suoi motivi – ha detto Osvaldo - e avrà valutato la situazione. Conosco Gonzalo, oltre ad essere un grande campione – come sappiamo tutti -, è anche un bravissimo ragazzo. Il suo ingaggio di 9,7 milioni netti? Vabbè, per uno che fa almeno un gol a partita non è male…".

Dal calcio alla musica, storia di una conversione

Una scelta importante quella di Osvaldo, che dopo una carriera non indifferente e numeri importanti tra Serie A, Liga e Premier League – oltre che in Argentina -, ha deciso di appendere gli scarpini al chiodo e prendere il microfono in mano. A spiegare la sua conversione è stato lo stesso ex attaccante ai microfoni di GianlucaDiMarzio.com: "Non ero più felice. Io sono uno che vive di sentimenti e impulsività – ha detto Osvaldo -, e nel calcio di oggi non c’è nessuna della due. Mi sentivo un numero, uno che doveva segnare perché altrimenti veniva insultato. Ora sto da Dio anche se mi dicono che sono matto. Quando ero al Boca Juniors mi hanno mandato via per una sigaretta quando sapevano che fumavano tutti. Quella è stata la goccia, ma in realtà nel calcio devi vivere una vita che non è reale. Hai un prezzo, un valore e vivi di regole. Il calcio oggi è uno schifo, un freddo business e una dittatura del risultato. Nessuno pensa a come stai. Non potere uscire dopo una sconfitta, suonare la chitarra o bere una birra per me era assurdo. Per non tradire il calcio ho preferito lasciarlo".

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