Serie A, le migliori giocate della 28^ giornata

Calcio

Emanuele Atturo

Il salvataggio di D'Ambrosio, il gol annullato a Cigarini, la parata di Viviano e altre grandi giocate dall'ultima giornata di campionato

In una giornata che metteva a repentaglio il terzo e il quarto posto delle squadre milanesi, impegnate nel derby, Atalanta e Roma hanno perso la loro occasione per accorciare in classifica. Occasione che invece è riuscita a cogliere la Lazio, che con 4 gol in casa contro il Parma si è rifatta sotto per la corsa alla Champions League.

Oltre a un derby spettacolare e ricco di gol, c’è stata poi la sconfitta a sorpresa della Juventus, la vittoria più sofferta del previsto del Napoli e, ovviamente, tante giocate, che abbiamo qui raccolto per voi.

Il salvataggio di D’Ambrosio sulla riga

Come spesso capita nei derby, la squadra che arrivava più in difficoltà è riuscita a ribaltare la propria narrativa. E così l’Inter, che si portava dietro la brutta sconfitta con l’Eintracht e le ceneri di uno spogliatoio a pezzi, ha battuto il Milan che veniva da 5 vittorie consecutive in campionato.

Un’altra caratteristica dei derby è che a risultare decisivi sono spesso degli eroi inaspettati. Ieri, oltre alla coppia centrale dell’Inter formata da Skriniar e De Vrij, il migliore in campo è stato Danilo D’Ambrosio, uno dei giocatori più tartassati dai tifosi dell’Inter, che da anni sperano che arrivi un sostituto in grado di togliergli il posto (si credeva che questo fosse l’anno buono con Vrsaljiko, e invece niente).

D’Ambrosio è un giocatore sottovalutato, se non altro perché non rispecchia il livello delle critiche che gli vengono rivolte. È un terzino con delle lacune, prono alle disattenzioni, ma che in generale ha un ottimo livello sia con che senza palla. Ieri lo ha dimostrato con una delle sue migliori partite da quando veste la maglia dell’Inter. I numeri offrono la cornice della sua prestazione: 3 contrasti tentati, 2 anticipi, 2 passaggi chiave, 1 dribbling completato e 1 tiro bloccato, quello che vediamo in questo video. Siamo ai limiti della definizione di una “giocata”, ma D’Ambrosio era là, sulla riga di porta, e per arrivarci ha compiuto delle scelte, e ha posizionato il corpo per non far passare questo tiro che avrebbe significato un pareggio insperato (e per certi versi immeritato) del Milan. Sull’ambiguità fra giocato voluta e trovata si è espresso lo stesso D’Ambrosio a fine partita: «La fortuna aiuta gli audaci e aiuta chi ci crede».

La parata di Viviano

Edin Dzeko è uno dei calciatori più lunatici del nostro campionato, e contro la SPAL è stato tra i peggiori in campo: svogliato, indisponente, impreciso come nelle sue peggiori giornate, in cui a malapena sembra potersi reggere in piedi. Eppure anche nelle sue peggiori giornate Dzeko trova grandi sprazzi di luce, come questo stop in area di rigore. Uno stop orientato, girando il suo corpo di un metro e 93 in un unico movimento per permettergli di minacciare subito il tiro.

Dzeko trova anche la coordinazione per fare due finte di tiro, e mettere a sedere due difensori della SPAL, muovendosi fra loro come Spider Man fra i palazzi. Insomma, ci sarebbe da parlare di questa grande giocata di Dzeko, se non fosse che Viviano ne vanifica gli sforzi con un’altra giocata ancora più eccezionale.

Viviano para col corpo quasi a terra, tendendo la mano destra verso la palla e riuscendo a tenerla abbastanza solida da deviarla fuori. Ad aumentare il coefficiente di difficoltà di questa giocata il fatto che il pallone passi in mezzo alle gambe di due suoi compagni, e lo costringe a muoversi in maniera del tutto istintiva. La Roma rischiava di pareggiare appena dopo aver subito il gol del 2-1, ed è stato quindi un momento assolutamente decisivo della vittoria della SPAL.

Il gol di Meggiorini all’Atalanta

Riccardo Meggiorini va per i 34 anni, non è più titolare ormai da un paio di stagioni e negli ultimi due anni ha messo insieme la miseria di 6 gol con la maglia del Chievo. Insomma, Meggiorini sembra un giocatore sul viale del tramonto, che probabilmente il prossimo anno scenderà di categoria per ritrovare una propria efficacia. Eppure ogni tanto Meggiorini fa qualcosa di assurdo, come quell’assist a fine 2015 contro la Lazio, colpendo in spaccata di tacco una palla che stava per morire sul fondo.

Ieri, nella trasferta a Bergamo contro l’Atalanta, il Chievo aveva tutta l’aria della vittima sacrificale, e invece ha giocato una buona partita e a metà del primo tempo ha trovato il vantaggio con questo strano gol di Meggiorini. Strano e bello, soprattutto nella sua intuizione improvvisa. Meggiorini scatta alle spalle della difesa dell’Atalanta (la copertura della profondità è uno dei problemi più grandi della squadra di Gasperini quest’anno) e in particolare di Djimsiti, e riceve il lancio di Depaoli.

Meggiorini fa innanzitutto un grande primo controllo col sinistro, complicato perché Gollini ha letto bene la giocata e gli esce sui piedi, bloccandogli il tiro. La palla sfila lateralmente, Djimsiti intanto ha rimontato e l’attaccante ce l’ha sul suo piede debole, il destro; all’improvviso però Meggiorini si gira, veramente in un attimo, e conclude di sinistro a lato del difensore dell’Atalanta. Una finalizzazione controintuitiva, realizzata cadendo e attorcigliandosi su sé stesso, che ci dimostra che anche il proletariato offensivo del nostro campionato può avere grandi picchi di creatività.

Il gol da centrocampo di Cigarini (annullato)

A un certo punto bisognerebbe stilare una classifica dei migliori gol annullati della storia. Di certo la rovesciata di Osvaldo contro il Lecce occuperebbe una della prime posizioni, ma anche questo di Cigarini - segnato nel primo tempo contro la Fiorentina di venerdì sera - non scherza.

Cigarini ha solo 32 anni ma l’impressione è che la parte migliore della sua carriera - quella in cui era uno dei registi più tecnici del nostro campionato - è ormai alle spalle da un po’. Eppure nelle ultime giornate la sua capacità di dettare i ritmi e il suo talento nel gioco lungo stanno tornando centrali nel Cagliari di Maran, che ultimamente sta vivendo una grande schizofrenia di risultati: sconfitta, vittoria, sconfitta, vittoria, sconfitta, vittoria, negli ultimi sei turni.

Cigarini tira addirittura da dietro il centrocampo, apparentemente senza sforzo, con una rincorsa breve e una precisione golfistica nel lanciare la palla nel green, ovvero nella porta difesa goffamente da Terracciano. Il gol è stato annullato per una questione di regolamento: il calcio di punizione che si assegna per un fuorigioco è sempre indiretto e Cigarini non avrebbe potuto tirare in porta. Un regolamento senza cuore.

La parata coi piedi di Sorrentino su Gomez

Se il Chievo ha ottenuto un punto inatteso a Bergamo è anche per un’ottima partita di Sorrentino - come capita in praticamente tutte le partite in cui il Chievo riesce a fare punti.

La parata forse più notevole di ieri Sorrentino l’ha fatta sul “Papu” Gomez poco dopo il vantaggio del Chievo. Zapata è sul lato dell’area di rigore, rientra sul destro e mentre sembra tirare fa un assist rasoterra, di collo, per l’inserimento di Gomez. È una grande giocata, che testimonia una capacità di rifinitura del colombiano ben rappresentata dai suoi 5 assist stagionali. Gomez tira di piatto, sul primo palo, e Sorrentino è preso in controtempo, ma è bravo, mentre va a coprire il possibile tiro incrociato, a stendere le gambe che coprono il primo palo. Il 28 marzo Stefano Sorrentino compirà 40 anni, e ancora non smette di salvare la sua squadra.

Il sombrero di Schick in mezzo a due

Nel caos totale in cui vive e gioca la Roma, i calciatori sono sempre chiamati a grandi prestazioni e giocate individuali. Nel 4-4-2 schierato da Ranieri in particolare le due punte erano chiamate a un lavoro particolare: i giallorossi rischiavano di attaccare solo su 3 linee, e per evitare quindi di schiacciarsi una quarta linea doveva essere formata da uno dei due attaccanti che veniva incontro.

Schick e Dzeko dovevano anche aiutare la Roma a risalire il campo, visto che in fase di difesa posizionale la squadra si schiacciava spesso dentro la propria area. Nel primo tempo Schick lo ha fatto bene, con dei guizzi vitali inusuali per la sua sempre depressa esperienza giallorossa. Il ceco riceve un rinvio della difesa e col primo stop si defila sulla fascia, dove viene chiuso in pressing da Bonifazi e Missiroli, riesce però a liberarsi di entrambi con un tocco d’esterno che gli spalanca il campo. Una giocata elegante, sul filo dell’equilibrio, che sintetizza il talento precario del ceco. A quel punto Schick però, quando arriva nell’ultimo quarto di campo, sbaglia la scelta: invece di servire un bel taglio di Dzeko che si era liberato per tirare di destro ha cercato El Shaarawy dalla parte opposta, servito però male, con un passaggio troppo arretrato.

Un errore sottolineato anche da Ranieri nel post-partita, che si è dichiarato deluso dal rendimento della sua coppia d’attaccanti - “mi aspettavo di più”. Il nuovo tecnico aveva enfatizzato l’importanza di Schick una volta arrivato e dopo la partita contro l’Empoli aveva detto che “può essere uno dei miei uomini”.

La grande azione di Mertens

Dries Mertens sta vivendo una stagione contraddittoria: dopo due anni in cui è stato indispensabile per i meccanismi offensivi del Napoli, con l’arrivo di Ancelotti ha assunto uno strano ruolo nella rosa, in parte supersub in grado di fare la differenza dalla panchina, in parte alternativa a Milik nel ruolo di punta centrale, altre volte da usare sull’esterno insieme al centravanti polacco.

Mertens sta rispondendo con numeri di tutto rispetto, nonostante se ne parli meno del solito: il belga ha già messo insieme 9 gol e 9 assist - ed è quindi in cima alla classifica degli assist del nostro campionato. L’ennesima testimonianza della trasformazione che Martens ha vissuto con Sarri, da ala dribblomane che giocava a piede invertito per rientrare e tirare ad attaccante ultracreativo che si muove con una grande sensibilità tecnica e tattica.

In quest’azione Mertens fa in realtà un’azione proprio da ala a piede invertito, ma come se fosse un mancino che gioca a destra. Riceve il passaggio di Allan con uno stop di petto meno banale di quanto sembri; Zeegelar non è un difensore e si vede, gli lascia troppo spazio e Mertens se lo prende tutto, rientrando sul sinistro e concludendo a giro sul secondo palo.

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