Maradona, prima vittoria con il Gimnasia. E negli spogliatoi parte il solito balletto

Calcio

El Diez, alla prima vittoria sulla panchina del Gimnasia, è impazzito di gioia negli spogliatoi dove - nonostante i noti problemi alle gambe - ha ballato ed esultato insieme ai suoi giocatori

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Sul campo e sulla pista da ballo Diego Armando Maradona ha pochi rivali. Pochissimi, nel senso che bravi quanto lui è difficile trovarne. I suoi balletti post vittoria quando era alla guida dei messicani dei Dorados ci mettevano poco a fare il giro del mondo sul web. L'argentino, che nel frattempo è tornato in patria ed allena il Gimnasia La Plata, non si è smentito neanche a questo giro. I suoi ragazzi sono usciti con i tre punti dall'ultima partita di campionato giocata in casa del Godoy Cruz. Quanto basta per far impazzire di felicità lo stesso Maradona che, una volta rientrato negli spogliatoi, ha dato il meglio di sè. Musica alta, i giocatori che ballano e gli dettano il ritmo, lui che - nonostante i problemi alle gambe - non si tira indietro e si muove fra gli applausi generali. In Argentina il calcio viene vissuto in modo unco e lo stesso discorso vale per il Pibe de Oro, che si è sbloccato e che adesso non vuole più fermarsi. 

Prima vittoria 

Anche perché nelle ultime settimane la sofferenza era stata tanta. Maradona, che era stato accolto sulla panchina del Gimnasia da oltre 20mila tifosi in delirio al suo primo allenamento, non era riuscito a ripagarne l'enorme affetto. Tre sconfitte su altrettante partite, squadra ultima in classifica con sette ko in otto giornate. Poi i primi punti in casa del Godoy Cruz, l'unica squadra che si trova dietro a quella di Maradona. Decisive le reti di Contin, Garcia e la doppietta di Ayala. La gioia per la banda del Diez è arrivata solo nel finale, merito di due reti tra l'83' e l'87' dopo che i padroni di casa erano riusciti a rimontare due gol di svantaggio. 2-4 il risultato finale. Da segnalare anche la bellissima accoglienza riservata allo stesso Maradona dai tifosi avversari, che lo hanno salutato con un enorme striscione raffigurante la sua immagine accanto a quelle di Messi e del Papa, definiti tutti "orgoglio nazionale".

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